Piemonte, stretta sulle slot machine: fino a 6mila euro di multa a dispositivo per i trasgressori

Norme più restrittive di quelle nazionali contro il gioco d'azzardo

Da lunedì 20 novembre sono entrati in vigore in Piemonte, regole più severe contro il gioco d'azzardo in tema di orari e di distanze dai luoghi sensibili. Niente più slot machine vicino (al di sotto dei 300 metri e dei 500 per i comuni con più di 5000 abitanti, ndr) a scuole, oratori, impianti sportivi o parchi giochi. il Consiglio regionale del Piemonte ha detto sì alla legge per arginare la ludopatia, molto più restrittiva di quella nazionale. 
La normativa progressivamente, verrà applicata anche alle vecchie licenze: entro 18 mesi per chi ha installato slot machine, 3 o 5 anni per le sale gioco e sale scommesse e relativamente agli orari, i comuni hanno il potere di stabilire una riduzione degli orari di apertura non inferiore a tre ore giornaliere.

Multe salate

Per i trasgressori sono previste sanzioni fino a 6mila euro a dispositivo. Il documento, che impegna la Giunta Chiamparino a dare "piena applicazione" alla normativa, è stato proposto da Pd e maggioranza ed è stato approvato, in seguito a una modifica, anche dal M5S. Si sono astenuti dal voto invece Lega Nord, Fi e Mns. 

L’assessora all'Istruzione Gianna Pentenero ha ricordato come la legge piemontese, approvata all’unanimità nella primavera del 2016, sia stata frutto di un lavoro congiunto tra la Giunta e il Consiglio regionale, a testimoniare una volontà politica chiara: "Quella di contrastare un fenomeno, purtroppo in crescita e che ha effetti spesso devastanti su fasce di popolazione poco difese, come giovani e anziani. Dopo l’approvazione della legge - ha spiegato Pentenero - la giunta ha attivato un gruppo di lavoro inter-assessorile, istituito presso il Gabinetto di Giunta, con l’obiettivo di dare piena attuazione alla  legge e accompagnare in questo percorso le amministrazioni locali".

Il documento prevede il potenziamento dei servizi sanitari dedicati alle dipendenze, con un incremento di interventi per il recupero dei pazienti affetti da ludopatia, l’avvio di campagne d’informazione mirate e attività di formazione e aggiornamento professionale rivolte ai gestori e al personale di sale gioco e locali che ospitano slot. A questo proposito, si stanno al momento definendo gli standard formativi, per poter avviare i corsi.

Il disaccordo con il Ministero

Una decisione quella di contrastare con forza il gioco d'azzardo che il Ministero dell'Economia non ha accolto nel migliore dei modi, mettendo in evidenza il danno economico che scaturirà dallo stop all'azzardo. "Prendiamo atto che il Piemonte ha imboccato la strada funesta del proibizionismo - ha affermato il sottosegretario all'Economica Pier Paolo Baretta - . I provvedimenti del Piemonte sono in contrasto con la legge nazionale e l’impedimento all’esercizio dell’offerta di gioco d’azzardo rappresenta un danno erariale". 

"La legge piemontese non è in contrasto con l’accordo raggiunto da Stato e Regioni - spiega l'assessora Pentenero -, così come è stato certificato nella conferenza unificata del 7 settembre scorso, visto che nell’intesa stessa è inserito un emendamento che tutela le disposizioni legislative, anche più restrittive, delle Regioni".


 

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