Salone, l'ultima polemica: la Lega chiede le dimissioni del direttore

Appendino e Chiamparino: "Lagioia non si tocca"

Il 32mo Salone del Libro, scosso dalle polemiche fin dalla vigilia, si è concluso con una nuova bufera. Fabrizio Ricca, segretario torinese della Lega e capogruppo in Consiglio comunale, ha chiesto le dimissioni del direttore artistico della kermesse letteraria, Nicola Lagioia. E questo nonostante i numeri da record che hanno caratterizzato questa edizione e che hanno visto un aumento di 5mila visitatori - 148mila in tutto - rispetto al 2018, con una punta di 15mila ingressi in meno di un'ora e mezza nella giornata di sabato.

"La censura di Altaforte non è accettabile"

Una richiesta quella della Lega che arriva in seguito all'esclusione della casa editrice vicina a Casapound che al Salone avrebbe dovuto presentare il libro su Matteo Salvini: "Non è francamente accettabile che il direttore di un evento importante come il Salone del Libro - ha detto Ricca -, evento in crescita e con una credibilità democratica internazionale da difendere, faccia partire un boicottaggio contro lo stesso evento che organizza". Prosegue l'esponente della Lega: "Il Salone si merita pluralità, democrazia e libertà e il clima che si è creato in questi giorni di polemica va esattamente nella direzione opposta a questi principi insindacabili quando si parla di cultura. Per questo chiediamo un passo indietro - conclude - a chi non è intervenuto tempestivamente per difendere autori che con la loro presenza, negli anni, hanno contribuito al successo del Salone".

Regione e Comune non ci stanno

Ma Regione e Comune non ci stanno e difendono congiuntamente l'operato di Lagioia. "Nicola Lagioia non si tocca - ha detto il presidente Sergio Chiamparino - : ha saputo raccogliere l’eredità del Salone, rilanciarla e rafforzarla. È il direttore ideale in questo momento e per i prossimi anni. Ci sono i risultati a dimostrarlo". Così anche a prima cittadina di Torino, Chiara Appendino: "La Lega vuole distruggere il lavoro di tre anni col quale abbiamo faticosamente salvato il Salone Internazionale del Libro - prosegue la sindaca - : non glielo permetteremo. Nicola Lagioia, direttore della rinascita del Salone, non si tocca, è patrimonio della Città. Se la Lega vuole prendersela con qualcuno - conclude - se la prenda con chi si è assunto la responsabilità politica della scelta, ovvero la sottoscritta".

Le date delle prossime edizioni

Un Salone quello del 2019 appena concluso che è cominciato in un clima teso ma che in breve si è rivelato essere un vero e proprio successo. I numeri d'altronde parlano chiaro e da parte sua, Lagioia preferisce glissare : "Il Salone è un luogo di cultura ed è normale, dove si generano idee, anche diverse, che ci siano polemiche. Ho un contratto fino al 2021 - ha puntualizzato - e abbiamo portato dei risultati che nessuno avrebbe sperato”. Per quanto riguarda le prossime edizioni del Salone, Silvio Viale presidente dell'Associazione del Libro, ha comunicato le date: dal 14 al 18 maggio nel 2020, dal 13 al 17 maggio nel 2021.

 

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