Legalità, inclusione e tutela dell'ambiente: al via il "progetto speciale campo nomadi"

La Giunta ha approvato la delibera

Le baraccopoli di via Germagnano

Sta per prendere forma il "progetto speciale campo nomadi". Come indicato nel maggio 2017, nel Documento unico di programmazione, la Giunta torinese ha infatti approvato la delibera che ne definisce gli obiettivi e le attività. Coinvolti nell'iniziativa biennale, suddivisa in due macrofasi, cinque assessorati - Welfare, Sicurezza, Ambiente, Istruzione e Decentramento - che agiranno in collaborazione con la Prefettura di Torino, l'autorità giudiziaria e le forze dell'ordine. 

La prima fase entro il 2018

La prima macrofase, che si avvierà e si concluderà entro l'anno, prevede un censimento delle attuali presenze nelle aree sosta attrezzate da confrontare con l’elenco dei nuclei autorizzati in precedenza. In seguito, una volta approvato il regolamento ora al vaglio Consiglio comunale, si procederà alla sua attuazione con la raccolta delle domande presentate dalle famiglie che intendono permanere temporaneamente nei campi autorizzati e dimostreranno di essere in possesso dei requisiti richiesti.

Interventi di tutela dell'ambiente

Dopo la presentazione delle domande, è prevista la possibilità di un’eventuale rilocalizzazione delle persone nei campi autorizzati - Germagnano e Aeroporto in particolare - per consentire un diverso raggruppamento di famiglie allo scopo di ridurre le cause di conflittualità e, altro obiettivo non secondario, contrastare con maggiore efficacia il fenomeno dei roghi. Nella stessa fase sono previsti anche interventi finalizzati alla tutela dell’ambiente e di contrasto al degrado degli spazi. In particolare, sono previste la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti accumulati lungo le aree perimetrali e all’interno dei campi autorizzati di via Germagnano e di Strada Aeroporto e, per quanto riguarda le strutture, la demolizione dei fabbricati vandalizzati, nello specifico un manufatto ad uso servizi e le casette pericolanti. 

Inclusione sociale

La seconda macrofase che, secondo il piano, dovrebbe concludersi entro il 2019, ha in programma l'individuazione di percorsi di inclusione sociale e di nuove modalità di insediamento nel territorio urbano, sia per le famiglie presenti in aree sosta autorizzate, sia per quelle che vivono in accampamenti spontanei con carattere di stanzialità o in altri immobili cittadini.Verrà avviata inoltre, tenendo conto dalle esperienze passate, la fase della coprogettazione partecipata - con il contributo in idee anche delle comunità Rom, Sinti, Caminanti e i cittadini delle circoscrizioni interessate - per individuare e sperimentare nuove modalità di insediamento, naturalmente diverse dai campi sosta. 

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