Due settimane di eventi, ma era tutto abusivo: il comitato organizzatore non esiste

Magliano in consiglio comunale: "Per tornei, concerti e cinema all'aperto non è stato chiesto alcun permesso"

Il consiglio comunale nella sede provvisoria in piazzale Castello (foto CittAgorá)

Si è conclusa da poco, in piazza Montale a Torino, "Estate in quartiere". Una serie di eventi, che si sono svolti fra il 9 e il 23 giugno, a quanto pare in maniera del tutto abusiva. Già perché il comitato Lucento e Vallette, l'organizzatore della manifestazione, in realtà non esiste e non avrebbe chiesto nessun permesso, né pagato alcuna tassa all'amministrazione comunale: né per ciò che riguarda l'occupazione del suolo pubblico, né per l'affissione delle locandine che pubblicizzavano il programma. 

Per due settimane, nel cuore delle Vallette, si sono svolte serate di cinema all'aperto, tornei di calcetto, momenti di street food con panini, salamelle e birra e concerti reggae e tutto questo è passato assolutamente inosservato. 

A denunciare la questione in consiglio comunale, il primo che si è svolto nell'aula del consiglio metropolitano in Prefettura in attesa dei restauri in Sala Rossa, Silvio Magliano capogruppo dei Moderati che però, per tutta risposta, dagli assessori in aula - Sacco, Finardi e Rolando - ha ricevuto un : " Non siamo riusciti a risalire agli organizzatori". Già perché sulle locandine esposte mancavano riferimenti precisi e questo fantomatico comitato Lucento e Vallette non esisterebbe, perlomeno da un punto di vista giuridico. 

" La verità è che alcune zone della città sono terra di nessuno - ha commentato Magliano -. Ci sono realtà che fanno quello che vogliono, nell’indifferenza o con l’implicito benestare dell’amministrazione. Musica, cinema all’aperto, sport e street food: se a organizzare tutto questo fosse stata, per esempio, un’associazione di volontariato, avrebbe dovuto rispettare ogni singolo comma dei regolamenti, accollandosi tutte le spese per migliaia e migliaia di euro. Com’è giusto che sia. Per altri invece, le regole di ingaggio sono evidentemente differenti" .

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