Palazzo civico: tra i 4 e 6 milioni di euro per la nuova Maroncelli

Inserito nel piano triennale delle opere pubbliche della città la costruzione di un tunnell per bypassare il maxi ingorgo della rotonda Maroncelli. Finanziato da Torino e da Moncalieri

Ieri, dopo un riunione a Palazzo Civico tra i due sindaci di Torino e Moncalieri, è stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche del Comune di Torino, nel 2012, la costruzione di un tunnel che consentirà di bypassare il maxi ingorgo della rotonda Maroncelli. Lo spiega il sindaco del capoluogo piemontese Chiamparino.

Un problema che tutti pensavano irrealizzabile. "E in fondo in questi anni lo è stata - dice il primo cittadino di Torino - per una questione puramente economica. Contiamo però di andare avanti con quest’opera anche con la partecipazione del Comune di Moncalieri a una quota parte dell’investimento".
Sui motivi che hanno convinto Chiamparino e l’assessore alla Viabilità Maria Grazia Sestero (presente anche lei all’incontro) a decidere per questa soluzione c’è "la consapevolezza che Moncalieri - dice il sindaco uscente di Torino - ha evidentemente subito per anni una mole di traffico elevata per la quale bisognava trovare una soluzione. Lo dico - aggiunge in tono ironico - da anziano moncalierese". Accordo fatto dunque. "L’intenzione è quella di costruire un sottopasso soltanto nella direzione che va da Moncalieri a Torino, che non sia accessibile ai mezzi pesanti (i costi in tal caso lieviterebbero) e serva soltanto alle automobili", spiega il sindaco di Moncalieri, Roberta Meo.

Si parla già di costi: tra i 4 e i 6 milioni di euro, ma la cifra potrebbe anche salire. I cantieri dureranno almeno 18 mesi. Fino a quando però il tunnel non vedrà la luce, non si starà con le mani in mano. È stato anche definito il piano di snellimento del traffico su corso Trieste (e quindi per tutti gli automobilisti che raggiungono Torino dalla tangenziale) con parziali modifiche alla rotonda Maroncelli in superficie. Nel dettaglio verranno realizzate due corsie di immissione diretta verso corso Unità d’Italia, il che consentirà alle auto in transito verso il capoluogo di non entrare nella rotonda congestionando il traffico.

Contrariamente a quanto annunciato dalla società che realizzerà la riqualificazione di Palazzo Nervi - che si accollerà le spese a titolo di opere di urbanizzazione - non verrà chiusa via Corradino. L’accesso verrà garantito attraverso uno "sfiocco" subito dopo la stazione di rifornimento di carburante. Non solo: "Sarà possibile raggiungere via Corradino anche da corso Trieste - conclude Roberta Meo - attraverso un ulteriore accordo che abbiamo raggiunto con Smat, proprietaria delle aree che diventeranno transitabili".

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