Il Comune dice no al decreto Salvini: "Favorirà l'illegalità sul territorio"

D'accordo Pd e M5S

Il Consiglio comunale di Torino ha detto no al decreto Salvini. Su iniziativa di Elide Tisi (Pd), prima firmataria, è stato infatti approvato - con trenta voti favorevoli e due contrari - un Ordine del giorno in materia di "Immigrazione e sicurezza". L’atto del Consiglio invita la Giunta di Palazzo Civico a chiedere al Ministero dell’Interno e al Governo di sospendere “in via transitoria fino alla conclusione dell’iter parlamentare” gli effetti dell’applicazione del Decreto Legge Salvini e ad aprire un confronto con Torino e le altre grandi città, per valutare le ricadute concrete del provvedimento in termini economici, sociali e di sicurezza dei territori.

Il Consiglio sostiene che con l’approvazione del Decreto vengano vanificati gli sforzi, fatti anche dalla Città di Torino, volti a un'equilibrata distribuzione delle persone accolte su tutto il territorio regionale e non solo nelle grandi aree urbane. Inoltre, è stato sottolineato come il provvedimento favorirà le forti concentrazioni di persone nei grandi centri di accoglienza straordinaria, rischiando l’aumento delle persone presenti nei centri di permanenza per il rimpatrio, compreso quello di Torino. “La norma favorirà situazioni di illegalità sul territorio - ha dichiarato Elide Tisi -, scaricando sulla Città i costi delle persone fragili e del ‘prosieguo amministrativo’ di tutela dei minori, oltre a interrompere i percorsi di integrazione positiva avviati nei progetti Sprar". 

Maggioranza e opposizione unite

"Il Decreto non risponde ai problemi complessi sul tema" ha commentato Francesco Tresso di Lista Civica e più o meno dello stesso parere è Antonino Iaria del M5S che ha espresso le sue perplessità verso un provvedimento che "non aiuta la città, ponendo condizioni di difficiole gestione con minori risorse". D'accordo anche la capogruppo pentastellata Valentina Sganga: "Il nostro obiettivo è quello di tutelare la città e i torinesi e questo provvedimento rischia di ridurre gli strumenti e le risorse per contrastate davvero l'illegalità".

La consigliera del Partito Democratico, Monica Canalis, ha invitato a un ragionamento collettivo per individuare punti di incontro su un atto che, se non emendato in fase di conversione in legge, avrà un impatto molto negativo sulla città. "Sarebbe utile far pervenire le preoccupazioni della Sala Rossa - ha aggiunto Eleonora Artesio di Torino in Comune - al Parlamento sul testo di legge di prossima conversione, visto il buon andamento del progetto Sprar sul territorio locale". Per la Giunta è intervenuta l’assessora ai Servizi sociali, Sonia Schellino, che nel condividere l’iniziativa del Consiglio comunale ha ricordato, con il varo delle nuove norme, i rischi di aumento di persone in stato di illegalità ed ha auspicato che anche i Comuni siano coinvolti nel lavoro di modifica del Decreto.

Fuori dal coro

Diversi ovviamente i pareri dei consiglieri Fabrizio Ricca e Roberto Rosso. Il capogruppo della Lega Nord ha espresso il proprio dissenso ricordando la progressiva diminuzione dei migranti sbarcati in Italia, oltre al fatto che il decreto Salvini è previsto nel contratto di Governo. "Ho apprezzato il lavoro svolto per l’atto in votazione - ha detto Rosso di Noi con l'Italia -, ma non l'ho condiviso: occorrerà ricreare le condizioni di accoglienza nelle strutture".

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