Caso Pasquaretta, ombre sull'assessore Sacco: il Pd chiederà comunicazioni in aula

Qualcosa di poco chiaro è emerso da alcune intercettazioni ambientali

Proseguono le indagini sulla faccenda di presunti ricatti che vede al centro della questione l'ex portavoce della sindaca Appendino, Luca Pasquaretta. E le sorprese non hanno mai fine. In base alle ultime intercettazioni ambientali sarebbero nell'occhio del ciclone alcune frasi, poco chiare e carpite a metà, in cui Pasquaretta parla dell'assessore al Commercio Alberto Sacco e Francesco Capra, un dirigente del Comune di Torino, nell'ambito della faccenda del maxischermo allestito al Parco Dora, nel giorno della tragedia di piazza San Carlo. Un audio che non è cristallino, in cui si percepisce una storia di soldi - 10mila euro - e una frase "Sacco si deve dimettere...viene fuori un casino".

Di questa storia, oggi in Sala Rossa, chiederà comunicazioni il Pd. Ad annunciarlo, il capogruppo in Comune, Stefano Lo Russo: " Abbiamo bisogno di sapere di cosa si è occupato l’assessore Sacco e se l’ha fatto su suo mandato - scrive -. Si tratta di un amministratore della Città, che gestisce dossier e interessi pubblici molto delicati e non possiamo tollerare che ci sia anche solo il sospetto che abbia lavorato per fini di utilità del suo amico invece che per la Città. Libero di farlo, se ritiene, ma non sedendo in Giunta".

"Comportamenti nauseanti"

Una faccende che non farà certo dormire sonni tranquilli ai Cinque Stelle che siedono in Comune e che ora dovranno attivarsi per gestirla. "Un verminaio nauseante di comportamenti che sarebbero stati tenuti da collaboratori della Sindaca Appendino fatto di piccolezze, straordinari, bollature, rimborsi di trasferte a carico del Comune": così lo definisce Lo Russo. L'amicizia tra Sacco e Pasquaretta è cosa assodata: fu proprio l'assessore al Commercio ad avvicinare quello che poi è diventato il portavoce della prima cittadina, ai vertici di Palazzo Civico nel 2016. E si è attivato in seguito alle sue dimissioni, dopo la vicenda della consulenza alla Fondazione del Libro, per la sua ricollocazione. 
 
"Adesso forse finalmente capiamo - ha aggiunto Lo Russo - cosa ha fatto Sacco invece che occuparsi della Città e dei suoi problemi tra un aperitivo e un vernissage elegante, dove non manca mai, e un viaggetto all’estero e l’altro a promuovere le eccellenze enogastronomiche di Torino. E capiamo meglio anche perché ci sono voluti 3 anni a scrivere un regolamento dei dehors - affonda -, perché esiste un colossale problema di malamovida a Vanchiglia, perché il Balon è degenerato a quel punto e via dicendo. Probabilmente il nostro caro Assessore era impegnato in altro, per il suo amico di vecchia data".

Ma sottolinea anche: "Noi siamo e restiamo assolutamente garantisti e sarà la magistratura, cui va la nostra massima fiducia, a verificare se siano stati commessi da tutti i soggetti coinvolti e citati negli articoli atti contrari al codice penale. Quello che però sta emergendo a mezzo stampa non può però essere politicamente ignorato".

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