Caccia Piemonte: la Provincia sollecita la Regione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

La Provincia di Torino sollecita la Regione Piemonte a prendere decisioni immediate che consentano una corretta apertura della stagione venatoria, sulla base di regole chiare e facilmente applicabili. L’Assessore provinciale alla Tutela della Fauna e della Flora, Marco Balagna, lancia un appello affinché “l’Assessorato regionale alla Caccia garantisca una corretta comunicazione in tempi utili, in modo che tutti i cacciatori possano essere adeguatamente informati sull’inizio dell’attività venatoria, evitando così che solo alcuni possano beneficiare dell’eventuale riapertura della caccia, mentre altri ne risultino di fatto esclusi”. “Un’informazione adeguata deve essere fornita anche a tutti i servizi competenti in materia di vigilanza e controllo” sottolinea inoltre l’Assessore Balagna.

Secondo l’Assessore provinciale, “al di là della vicenda dell’Ordinanza di sospensione del calendario venatorio emessa dal TAR Piemonte, dobbiamo rilevare che, nell’arco degli ultimi due mesi, c’è stato un frenetico susseguirsi di atti amministrativi regionali in materia di disciplina della caccia, con frequenti correzioni di rotta rispetto a quanto stabilito in precedenza. Tutto ciò ha reso confuso e difficilmente interpretabile l’insieme delle norme. Non vorrei che la scarsa chiarezza, ad esempio sulle motivazioni del parziale disallineamento delle decisioni assunte rispetto ai pareri dell’ISPRA, abbia influito sulle decisioni del Tribunale Amministrativo”. La Provincia di Torino chiede pertanto alla Regione Piemonte di adottare rapidamente un nuovo calendario venatorio. “Occorre tamponare la situazione che si è venuta a creare. - spiega l’Assessore Balagna – Credo che la Regione debba operare sulla falsariga del calendario venatorio 2011, che non ha avuto ripercussioni negative da parte degli organi di controllo. Per le novità da introdurre si vedrà in seguito: l’importante è superare questo momento di intoppo”.

L’emergenza provocata dalla sospensione del calendario venatorio ripropone comunque l’esigenza di una riflessione sulla nuova normativa regionale, che dovrà sostituire la Legge 70 del 1996, che è stata abrogata. Secondo l’Assessore Balagna “la nuova Legge dovrebbe partire da due concetti fondamentali: la caccia deve essere un prelievo compatibile con le reali risorse faunistiche del territorio; la caccia può anche essere una risorsa del territorio, che genera ricadute positive anche per le comunità locali che la ospitano. Nel rispetto di questi due concetti si potrebbe redigere un testo normativo che guarda al futuro, rende l’attività venatoria e i cacciatori meno criminalizzabili da parte dell’opinione pubblica, coinvolge nella gestione della fauna altre componenti sociali in qualche misura cointeressate (aziende agricole, operatori turistici locali, ristoratori, ecc.).

“La priorità del momento, - conclude l’Assessore provinciale alla Tutela della Fauna e della Flora – è comunque la fissazione di un nuovo calendario venatorio, per evitare che i cacciatori piemontesi, nell’attuale situazione di incertezza, scelgano di esercitare la loro attività in aziende faunistiche di altre regioni, con le ricadute economiche negative che tutti possono immaginare”.

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