Al via il Salone del Libro, ma la casa editrice Altaforte è esclusa

Polacchi davanti al Lingotto: "Un atto gravissimo di censura: faremo causa e vinceremo"

Oggi, giovedì 9 maggio, si è aperto il Salone del Libro e la casa editrice Altaforte vicina agli ambienti di estrema destra, non ci sarà. Dopo i giorni scorsi in cui, a causa della presenza del suo stand alla kermesse libraria, la polemica ha preso campo, gli enti e le associazioni organizzatori hanno deciso di rescindere il contratto. Ieri, Comune e Regione, in seguito anche alla denuncia in Procura per apologia di fascismo, avevano fatto questa richiesta spiegando che la presenza di Altaforte al Salone stava causando un grave dano all'immagine dell'evento stesso e alla città.

L'inaugurazione con Halina Birenbaum

Dopo le diverse defezioni da parte di molti autori infatti, Halina Birenbaum, testimone attiva dell'Olocausto invitata dal comitato editoriale a tenere una lezione agli studenti inserita nel programma del Salone, ieri ha dichiarato che non avrebbe fatto ingresso al Lingotto se la casa editrice Altaforte avesse avuto uno spazio, e avrebbe tenuto la sua lezione fuori dal Salone.

Da qui la decisione di revocare l'ammissione alla casa editrice di CasaPound e la conseguente assegnazione dello stand. Il direttore artistico del Salone Nicola Lagioia ha quindi sollecitato gli autori che avevano annullato la loro partecipazione a "preparare le valigie per venire a Torino" e alcuni, Zerocalcare e la stessa Birenbaum a cui è stata affidata l'inaugurazione, hanno già risposto positivamente. Birenbaum ha infatti tenuto la sua lezione di apertura nella mattinata: "Grazie - ha detto - per la decisione coraggiosa che è stata presa e che mi ha permesso di essere qui oggi". 

Polacchi non ci sta

Ma si preannunciano scintille. Francesco Polacchi, editore di Altaforte e militante in CasaPound, non accetta l'esclusione e si è presentato alle 10 davanti ai cancelli del Lingotto, come previsto, senza poter entrare, dove ha tenuto una breve conferenza stampa: "Altaforte non ha potuto entrare al Salone del libro e prendere possesso del suo stand regolarmente prenotato - ha detto Polacchi -. Per noi questo è un atto gravissimo e di censura da parte degli organizzatori. Faremo causa. E, ovviamente, la vinceremo". 

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