Rimpatri volontari, Appendino: "Costruire percorsi di accompagnamento ad hoc è una sfida sociale"

Firmata l'intesa di collaborazione in Prefettura

Lo sgombero del Moi

Nella mattinata di oggi, venerdì 9 agosto, in Prefettura, è stato firmato, in presenza del Sottosegretario all'Interno Nicola Molteni e del Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno, Prefetto Michele di Bari, un'intesa di collaborazione sul rimpatrio volontario assistito.

L'accordo, firmato dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dai Prefetti di Torino, Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli, si propone di dare impulso alle misure di rimpatrio volontario assistito, sperimentando un modello di intervento a regia regionale, con una governance territoriale multilivello, in partenariato con le Prefetture, gli Enti Locali, le organizzazioni internazionali e gli enti che operano nel settore di riferimento. L'obiettivo è quello di costruire un circuito operativo efficace, a partire dalla fase di segnalazione fino alla reintegrazione nel paese di origine.

Il caso Moi

Grazie alle risorse messe a disposizione dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI), finanziato dall'Unione Europea, si realizzeranno percorsi innovativi di rimpatrio volontario assistito, con una particolare attenzione alla presa in carico di destinatari appartenenti a categorie vulnerabili e la conseguente definizione di percorsi di rimpatrio che tengano conto di esigenze specifiche. I primi che verranno coinvolti nella sperimentazione, voluta dal Ministero dell'Interno che ha scelto come apripista proprio il Piemonte, saranno quelli che erano fino a pochi giorni fa, gli inquilini dell'ex Moi di via Giordano Bruno, definitivamente sgomberato. Certo, dovranno accettare la proposta che verrà loro fatta. Una trentina di loro hanno già detto di sì.

Presente in Prefettura anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino: "Siamo felici del fatto che Torino parteciperà alla cabina di regia, passaggio fondamentale nell'attuazione di alcuni percorsi già iniziati. Non a caso - prosegue la prima cittadina - nel protocollo si cita il caso Moi. Il tema dei rimpatri nasce anche alla luce di volontà espressa da persone che vivono in condizioni non dignitose, proprio come è accaduto all'ex villaggio olimpico. Lo stimolo di costruire percorsi con persone che li accompagnino verso un rientro soddisfacente dal loro punto di vista, è una sfida che noi abbiamo anche dal punto di vista sociale". 

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