Progetto Torino Città Universitaria, più servizi e migliore accoglienza per gli studenti stranieri

L'accordo, a sostegno dell'iniziativa, tra Comune e i rappresentanti delle varie fedi religiose

Un accordo interreligioso che va incontro a tutti gli universitari di fede e di cultura diverse che hanno scelto gli atenei torinesi per completare il loro percorso di studi. Una firma tra il Comune, nella persona dell'assessore ai Diritti Marco Giusta, e vari comitati rappresentanti i diversi credo per sostenere il progetto Torino Città Universitaria. Nel rispetto dei credo e della cultura di ognuno e in concreto per mettere in campo, in un secondo luogo, azioni specifiche.

Più servizi e più dialogo

Migliorie nel settore della cittadinanza studentesca per fornire assistenza e favorire l'inserimento nel mondo del lavoro; nascita di nuovi spazi di studio e professionali; progressi nell'accoglienza degli studenti da ogni parte del mondo: tutte operazioni che significano più sostegno per gli universitari stranieri e più comunicazione e dialogo. Iniziative che si orienteranno lungo le quattro direttrici del progetto: Internazionalizzazione, Orientamento, Sistema tra formazione, ricerca, impresa e lavoro e Sostenibilità. Il 7% dei 100mila iscritti tra Politecnico e Università di Torino viene da altri paesi. Al Poli in particolare, gli stranieri sono il 15%, con un incremento per l'anno accademico 2017-2018 del 24%. Questo è uno dei motivi per cui esiste questa volontà a confermare la vocazione internazionale della città universitaria, della cultura e della conoscenza. Con un'apertura al dialogo e alla tolleranza. 

I firmatari dell'accordo

Alla firma hanno partecipato le chiese Avventista, Battista, Luterlana, Valdese; l'Arcidiocesi di Torio; la comunità Ebraica; l'Associazione Giovani Musulmani; l'Unione Induisa; la parrocchia Ortodossa Romena; l'Istituto Buddista Soka Gakkai; il Centro Mecca di via Botticelli; la Moschea di piazza Cattaneo e la Uaar, l'Unione Atei e Agnostici Razionalisti.

"La firma anche da parte degli agnostici - ha sottolineato l'assessore Giusta - è rappresentativa: abbiamo inserito anche loro per dare alla collaborazione una sorta di laicità, cosa che ci permetterà di costruire un vero dialogo. Con questa intesa, Torino si assume la volontà di costruire una prospettiva - continua -: un piccolo mattone per la costruzione di Torino Città dei Giovani". 

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