Il bike sharing senza stazioni spopola a Torino: dopo Gobee Bike arrivano anche Mobike e Obike

I mezzi, dopo l'utilizzo, possono essere lasciati ovunque

Una stazione Mobike vicino a Porta Susa

A Torino il bike sharing "a flusso libero" spopola. Dopo il free floating lanciato da Gobee Bike, a Torino sono arrivate da qualche giorno Mobike e Obike. Anche la Cina e Singapore dunque sbarcano sotto la Mole, con le biciclette il cui concetto di utilizzo è lo stesso delle più note, e ormai piuttosto diffuse, due ruote verdi che possono essere lasciate ovunque dagli utilizzatori, non necessariamente nei loro stalli di appartenenza.

Come funzionano

Le biciclette, arancioni le Mobike e giallo ocra le Obike, si potranno utilizzare tramite registrazione a un'apposita app per cellulare o tablet scaricabile da Google Play o Apple Store. Per usare Mobike per la prima volta, bisognerà pagare un deposito forfettario rimborsabile di €1 oltre al piano selezionato, a meno che non si scelga di acquistare un Mobike Pass da 180 o 360 giorni: in questo caso l'utente potrà usufruire del servizio anche senza pagare il deposito cauzionale. Una singola corsa costa 0,50 centesimi per ogni 30 minuti. La tariffazione inizia nel momento in cui la bicicletta viene sbloccata e se l utilizzo sarà inferiore ai 30 minuti sarà applicata la tariffa minima. 

Premi e penalizzazioni

Obike invece, che al momento, su Torino ha circa 500 biciclette che potrebbero arrivare addirittura a 5000 entro la fine dell'anno, ha introdotto un sistema di premi e penalizzazioni al fine di incoraggiare il corretto posizionamento delle biciclette. Alla registrazione l’utente infatti, riceverà 100 punti che andranno ad aumentare in caso di corretto uso del mezzo e a diminuire ad ogni uso improprio. Allo scendere del punteggio corrisponderà un innalzamento del costo del servizio. Attualmente il costo del servizio è di 30 centesimi ogni 30 minuti e sarà a titolo gratuito per i primi due mesi a fronte del versamento di una cauzione di 5 euro, rimborsabile tramite carta di credito.

In entrambi i casi, le biciclette possono essere individuate tramite app e tecnologia Gps per la geo-localizzazione, sbloccando un codice univoco presente su ogni mezzo. Gli utilizzatori dei mezzi non devono però mai parcheggiare presso parcheggi privati, all'interno di un complesso, o in un parcheggio sotterraneo dove sarebbe impossibile per il Gps individuarli. 
 

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