Fioccardo, una stazione di pompaggio per limitare i danni da alluvione

Sono ancora evidenti i danni dell'inondazione del 2016 lungo Po

Le sponde del Po danneggiate dall'alluvione del 2016

Al Fioccardo una stazione di pompaggio dell’acqua in caso di alluvione. È stato deciso a Palazzo Civico, a margine della seduta presieduta da Damiano Carretto, delle Commissioni II, I e VI e della Circoscrizione 8 in cui si è discusso della messa in sicurezza dell’area, a seguito degli eventi alluvionali del novembre 2016. L’opera verrebbe realizzata in attesa di dar luogo a un lavoro più importante per il quale si attende il finanziamento di 4 milioni di euro.

Uno studio ha previsto infatti la raccolta delle acque che durante le piene non riuscirebbero a essere scaricate nel fiume Po e nel torrente Sappone e il loro convoglio in un grande vascone, per poi scaricarle nel Po più a valle, una volta terminata la piena. In attesa quindi di disporre dell’intero finanziamento, la Città di Torino prevede, per la realizzazione della stazione di pompaggio, di utilizzare i ribassi di gara dei lavori sulla sponda sinistra del Po, circa 300mila euro. I lavori potrebbero concludersi entro l’estate 2019.

Solo un milione per gli interventi

Dopo l’alluvione del 2016, la Città ha inviato alla Regione Piemonte un elenco degli interventi da realizzare, per un costo complessivo di circa 14 milioni di euro, da trasmettere al Ministero competente. Della somma richiesta, il comune ha però ottenuto soltanto 1 milione di euro - a cui esso ha aggiunto ulteriori 500mila euro - per due interventi prioritari, riguardanti la sponda sinistra del fiume Po e l’area del Fioccardo. I fondi però risultano sufficienti solamente per intervenire sulla sponda sinistra del Po, nel tratta dell’alveo prospiciente il Museo nazionale dell’automobile, dove a luglio 2018 sono stati avviati i lavori di ripristino e consolidamento, che dovrebbero concludersi entro febbraio 2019.

“Servono maggiori fondi regionali e nazionali – ha dichiarato il presidente Damiano Carretto – per mettere in sicurezza il territorio e prevenire dissesti idrogeologici: se a Torino arrivano risorse così scarse (1 milione sui 14 richiesti) si rischierebbero danni maggiori in caso di eventi alluvionali”.

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