Barriere speciali lungo le strade: intervento per salvare rane e rospi

Consentiranno loro di evitare di essere schiacciati

Un esemplare di rospo femmina

Al via la campagna di tutela dei rospi e delle rane durante la migrazione riproduttiva tra febbraio e marzo. Per l'ottavo anno consecutivo la Città Metropolitana, con il suo servizio di Tutela Fauna e Flora, esaurita la fase di freddo intenso, provvederà alla posa di barriere temporanee che convogliano i piccoli anfibi verso i “rospodotti”, piccole infrastrutture che consentiranno loro di evitare di essere schiacciati dagli autoveicoli quando attraversano le strade extraurbane. Per la buona riuscita della migrazione è anche fondamentale l’intervento manuale degli operatori, che spostano gli esemplari.

Barriere speciali

In questo compito sono facilitati dalle barriere che agevolano notevolmente il recupero degli anfibi che stazionano alla base delle barriere stesse, oppure tentano di arrampicarsi per superarle.Un'operazione che coinvolgerà in particolare i territori di Pertusio, Vidracco, Vistrorio e Rosta-Buttigliera Alta mentre San Giorio di Susa è previsto esclusivamente il monitoraggio per valutare l’entità di un fenomeno migratorio che nei primi anni di intervento era importante mentre nell’ultimo triennio si è ridotto drasticamente. Le specie maggiormente coinvolte nella migrazione sono il rospo comune, la rana dalmatina e il rospo smeraldino.

Il primo rospodotto

A realizzare il primo rospodotto nel 2000 fu l'allora Ente gestore del Parco del Lago di Candia, lungo la Strada Provinciale 84 Candia-Caluso, con barriere artificiali mobili a tutela delle centinaia di rospi e rane dalmatine che, durante la migrazione riproduttiva, si dirigevano  verso le sponde del lago  per deporre le uova. Successivamente, grazie ai finanziamenti della Misura 323 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Piemonte, l’allora Provincia di Torino a partire dal 2013 ha incrementato e reso più efficienti le strutture. 

L'utilità di questi animali

I rospi sono determinanti per il mantenimento dell’equilibrio ecologico del territorio e della sua biodiversità. Svolgono un’azione di controllo delle popolazioni di insetti che vivono nelle zone umide, come le zanzare, ma si nutrono anche di altre specie dannose per l’agricoltura, come le lumache. Sono inoltre preziosi indicatori dello stato ambientale, perché la permeabilità della loro pelle li rende assai sensibili agli agenti tossici e ai cambiamenti climatici e ambientali.

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