Dalla Pellerina al Valentino, i polmoni verdi che fanno respirare Torino

Ecco i cinque più grandi parchi e la loro storia, dalle origini fino a oggi

Dopo 30 anni, lunedì 28 marzo sono stati riaperti al pubblico i Giardini Reali Superiori, a cui si accede da piazza Castello attraverso l'ingresso del Palazzo Reale. I cancelli sono aperti da giovedì 24 marzo, ma solo nel giorno di Pasquetta c'è stata l'inaugurazione ufficiale: in 4 giorni già 14.000 gli ingressi registrati alla nuova area verde nel centro città.

Ma i parchi comunali di Torino non si trovano solo nel centro storico, anzi: in ogni quartiere sorge almeno un “polmone” con prati, aree attrezzate per bambini e spazi per correre, giocare, prendere il sole e rilassarsi: in ordine di tempo, l'ultimo progetto riguarda, nella periferia nord, la Falchera, dove verrà realizzato un parco di 430.000 metri quadri con aree gioco, orti urbani e viali alberati a disposizione per gli amanti della bicicletta e della corsa. Quello più “atipico” è sicuramente il Parco Dora; ampio grosso modo quanto il Valentino (tra i vari lotti circa 430.000 mq), è considerato più un'installazione artistica a cielo aperto: un'area coperta di 12000 mq per concerti ed eventi, percorsi artistici e il recupero di una zona industriale realizzato per i 150 anni dell'Unità d'Italia.

Ecco dunque i 5 parchi comunali più grandi di Torino:

1 - Parco della Pellerina (837.000 mq). Situato nella parte nord ovest della città, è di gran lunga il parco torinese più grande. Qui storicamente arrivavano circhi e luna park nei periodi di festa, mentre nei primi anni del Duemila la Pellerina ha ospitato le edizioni più “ricche” del Traffic Festival, in cui si sono esibiti artisti del calibro di Patti Smith, Iggy Pop, Manu Chao, gli Strokes e i Sex Pistols. Il Parco della Pellerina (il cui nome pare derivare da una cascina tra corso Regina e via Pietro Cossa dove venivano messi alla berlina i debitori insolventi) è dedicato a Mario Carrara, uno dei 15 professori universitari (su oltre 1200) che rifiutarono il giuramento di fedeltà al fascismo; dal 2009 la parte a nord della Dora Riparia è dedicata agli operai della Thyssen Krupp che persero la vita nell'incendio della fabbrica lì vicino.

2 - Parco del Valentino (421.000 mq). In questa zona affacciata sul Po e ai piedi della collina, il parco ha un'origine antica. Il suo nome dovrebbe derivare da San Valentino: parte delle reliquie del patrono di Terni e degli innamorati si trovavano in una cappella di cui si sono perse le tracce, mentre le reliquie finirono in collina nella chiesa di San Vito. Poi, nel Cinquecento, Emanuele Filiberto di Savoia acquistò tutta la zona; nel 1630 venne costruito il Castello omonimo che ospita la facoltà di Architettura; nel 1884, in occasione dell'Esposizione Universale, venne eretto il borgo medievale ispirato ai castelli medievali piemontesi e valdostani (in particolare quello di Fenis). Il Parco del Valentino è il più noto e il più frequentato da residenti e turisti di Torino, in parte per la sua posizione centrale, ma soprattutto per i grandi spazi aperti a chiunque voglia passeggiare, cercare tepore nei mesi estivi o anche attraversare un pezzo di città rimanendo nel verde.

3 - Parco Colonnetti (385.800 mq). È il parco che si trova nella periferia sud, tra via Artom, via Vigliani e Strada del Castello di Mirafiori. Qui, dal 1911 al secondo dopoguerra, sorgeva il primo aeroporto torinese, quello di Mirafiori, poi abbandonato per Corso Marche e infine per Caselle. Nei decenni del boom economico e del fenomeno immigratorio interno italiano, questa zona versava in condizioni difficili e di degrado. Poi le aree verdi sono state trasformate in un parco cittadino, fino al volto attuale, completamente ristrutturato, con aree giochi per bambini, percorsi ginnici, fontane, una parte lasciata selvatica per la fauna locale. Qui il CUS (centro universitario sportivo) di Torino ha i suoi impianti sportivi principali, inclusa una pista d'atletica e un campo pratica per il golf.

4 - Parco Cavalieri di Vittorio Veneto – Piazza d'Armi (220.000 mq). Come evidente dal nome di “piazza d'armi”, questa ampia zona libera dai palazzi di Santa Rita era in origine usata per schierare e far esercitare le truppe che costituivano l'esercito dei Savoia. Negli anni '30, con l'abbandono dello “Stadium” tra la Crocetta e il centro (dove ora si trova il Politecnico), qui venne realizzato lo stadio Benito Mussolini, divenuto poi il Comunale e, dal 2006, l'Olimpico. In occasione delle Olimpiadi invernali furono realizzati ampi lavori di restauro e ammodernamento e pedonalizzazione di un parco che da decenni i torinesi usano per fare pratica di podismo o attività ginniche.

5 - Parco Ruffini (127.860 mq). Come per la Pellerina, anche questo parco è dedicato a un professore universitario, Francesco Ruffini, che rifiutò il giuramento al regime fascista. Ma il parco nacque nel 1925, dall'esigenza di dare uno spazio verde agli abitanti di Pozzostrada e San Paolo, sempre più numerosi a causa dell'industrializzazione urbana. Prima della seconda guerra mondiale venne anche costruito lo Stadio, oggi Primo Nebiolo, mentre è del 1961 la realizzazione del Palazzetto dello Sport. Da quarant'anni il parco è chiuso al traffico, e ha ospitato manifestazioni ed eventi di vario tipo, oltre alle passeggiate e alla pratica sportiva quotidiana di migliaia di torinesi.

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