Coronavirus, classi virtuali: anche in Piemonte studenti e professori sempre più connessi

L'indagine

Niente potrà mai sostituire una lezione frontale. Ma in questi tempi di assoluta emergenza nazionale per il Covid-19 la scuola italiana sta reagendo con prontezza e spirito di adattamento, utilizzando la tecnologia come prezioso alleato. 

In totale sono 8 milioni gli studenti che da giorni studiano da casa grazie alle classi virtuali attivate dalle scuole  e all'interazione su registri elettronici, chat e mail con i professori. L'obbiettivo è quello di andare avanti con il programma all'insegna della continuità, ma la cosa più importante è quello di mantenere quell'idea di quotidianità e di comunità, vera essenza dello spirito dell'istituzione scolastica.

Studenti.it ha effettuato un'indagine che ha coinvolto 3.000 studenti da tutta Italia: il 18% di scuola media, l'82% di scuola superiore di secondo grado. Di questi, il 24,3% sono maturandi.

Tante le testimonianze che dimostrano quanto i docenti si stiano comportando da veri educatori. E la sorpresa arriva anche dai ragazzi, con anche i più refrettari che hanno scoperto quanto hanno bisogno della scuola.

Oggi, ci sono strumenti come Google Hangouts Meet, molto utilizzato per le classi virtuali in streaming. Si possono fare videochiamate coinvolgendo fino a 250 studenti in contemporanea. L'insegnante può condividere lo schermo del proprio tablet e mostrarlo ai propri studenti. In questo modo un professore di matematica può far vedere come svolge i propri calcoli. Gli studenti ascoltano le spiegazioni e possono intervenire a loro volta, condividendo il proprio schermo. Altri strumenti utilizzati, giusto per citarne alcuni, sono G Suite e G Class Room, utili per assegnare compiti e fornire materiali. Anche Google Meet, invece, è spesso utilizzato per creare classi virtuali.

Didattica online: la situazione in Piemonte e in Italia

Secondo i dati raccolti da Studenti.it su un campione di 3.000 studenti, nel nostro Paese la classe virtuale è stata attivata nel 48,5%  delle scuole medie e nel 70,4% delle scuole superiori. L'Emilia Romagna, in questo momento, è la regione più virtuosa con una media dell'83,9% di classi virtuali attivate (70% alle medie e 84% alle superiori), seguita dalle Marche (45% alle medie e 82% alle superiori) e dal Friuli Venezia Giulia (40% alle medie e 81,5% alle superiori).

Il Piemonte, che è attualmente 8°, ha mediamente il 71% delle classi virtuali attivate (46% alle medie e 70,5% alle superiori). In tante Regioni d'Italia, gli insegnanti che hanno maggiore dimestichezza con le conoscenze informatiche si sono immediatamente attivati con i colleghi per condividere le conoscenze.

Il 72,8% degli studenti ritiene che non si debba allungare l'anno scolastico perchè tra lezioni e compiti a casa, l'orario scolastico viene interamente coperto.

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Tramite gli strumenti della didattica a distanza si sta quindi provando ad affrontare al meglio questa emergenza, giorno dopo giorno. Ma ciò che è già emerso  da questa terribile esperienza è quanto sia ai docenti che agli allievi manchino la scuola, le lezioni  e quella quotidianità che tutti speriamo di ritrovare al più presto.

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