Dopo tre anni di fortunata tournée con "Mistero Buffo", Paolo Rossi torna in scena con una nuova produzione che si preannuncia come un intimo viaggio nella vita dell'artista stesso.
In un paese dove la passione è scomparsa ovunque, nei legami sentimentali come in quelli con la propria comunità. Dove il caos regna principesco sia nei rapporti economici che in quelli affettivi: un uomo si perde. Si perde in una notte assolutamente e terribilmente magica sulle montagne del Carso. Una terra che non conosce anche se c‘era nato a poco più di 300 metri.
Tra grotte, fiumi sotterranei, rovi e pietre questo sarà per lui l'unico luogo dove ormai vivono ancora le fiabe degli amanti perduti e delle passioni tradite.
Questo spettacolo è un diario, un disegno, diventerà un film, per ora un concerto visionario popolare lirico e umoristico. Narra di un tragico smarrimento e di una comica rinascita.
Si sa arrivano momenti in cui i racconti ascoltati nell'infanzia e i sogni e le visoni dell'adolescenza diventano più vividi dei ricordi di vita vissuta lontana o recente o quantomeno spesso si finisce per confonderli.
Qui si narrerà di ripartire in ogni trattativa – sia con se stessi, in camera da letto, in piazza o in parlamento – dalla ricchezza di un palpito coraggioso piuttosto che la misera miseria del soldo e della paura (anche se entrambi hanno la loro importanza, soprattutto la seconda). E questo è quanto.
" Io sono un uomo che non deve chiedere più … anche perché da un po' di tempo mi dicono sempre di no"
(aforisma dell'autore)
Nota aggiuntiva registica: la rappresentazione teatrale e il successivo film si avvarranno del prepotente contributo musicale, una vera e propria colonna sonora, dell'orchestra di liscio balcanico " I Virtuosi del Carso" diretta dal sublime maestro Emanuele Dell'Aquila.
Paolo Rossi











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