La moda etica in passerella da Baobab

Quella in programma il 14 giugno da Baobab è una delle prime sfilate di Moda Etica in città. Ingresso libero. Ci sono vari modi per definirla: etica, eco, green, critica... Tutti indicano un modo di concepire un capo di abbigliamento o un accessorio con una nuova attenzione alla filiera produttiva. In Italia sta iniziando ad avere riscontri negli ultimissimi anni mentre in Europa è già diffusa e apprezzata da una decina di anni. Perché? L’Italia è la patria della moda, ma il nostro sistema moda è molto legato alle griffe e ai grandi stilisti quindi è più difficile introdurre delle novità. Inoltre il pubblico è più esigente nei confronti della ricerca stilistica e solo negli ultimi anni i marchi di moda etica stanno raggiungendo un livello appetibile anche per il mercato italiano.

Con eco-fashion, green fashion si intendono invece quelle collezioni che hanno una particolare attenzione all’ambiente e che sono prodotte nel rispetto della natura: tessuti e tinture naturali, diminuzione di scarti e rifiuti che altrimenti diventano spazzatura da smaltire, dunque riciclo e riutilizzo di materiali. Le industrie di moda hanno un grande impatto soprattutto in quei Paesi dove ancora sono poche le restrizioni e le norme a tutela dell’ambiente (Cina, India, Bangladesh, Vietnam i principali). Oltre al valore aggiunto del rispetto dell’ambiente si ha anche quello dell’attenzione al benessere e alla salute del consumatore con tessuti e tinture che non provocano allergie e che rispettano la pelle.

La moda etica, oltre a puntare sul rispetto dell’ambiente, si impegna anche nel sociale e lo fa in modi diversi. Ci sono marchi Fair Trade, ovvero organizzano la produzione o parte di essa in Paesi svantaggiati offrendo formazione e lavoro alle popolazioni locali che spesso hanno un sapere artigianale da valorizzare, questo per contrastare molte industrie di moda tradizionale che hanno delocalizzato le loro produzioni in Paesi dove la manodopera e il lavoro costano poco e dove non ci sono vincoli ambientali e diritti sindacali. Con il termine "moda critica" si intende infine l’unione delle definizioni precedenti e punta il focus su un consumatore evoluto che anche quando fa shopping fa delle scelte ragionate, critiche appunto. La speranza è quella di diffondere a un pubblico sempre più vasto questi principi che ci riguardano tutti.

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