"Il Testamento del Capitano" alla Biblioteca Reale

Apre al pubblico giovedì 25 ottobre la mostra "Il Testamento del Capitano. I giovani e la Grande Guerra tra illusioni e realtà", visitabile presso la Biblioteca Reale dei Musei Reali di Torino fino al 2 febbraio 2019. L’esposizione raccoglie documenti e oggetti inediti legati alle trasformazioni storico-sociali che condussero l’Europa al dramma della prima guerra mondiale.  La mostra documenta gli anni che vanno dalla seconda metà dell’Ottocento al periodo immediatamente successivo alla Grande Guerra e illustra il contesto sociale di generazioni che furono testimoni di eventi epocali, lungo due sezioni che si succedono all’interno della Biblioteca Reale.

Nella prima sezione sono presentati avvenimenti legati a viaggi, esplorazioni e scoperte scientifiche, dalle esperienze coloniali in Africa alle grandi esposizioni universali, fino alle prime conquiste tecnologiche. Particolare interesse è rivolto al contesto formativo e sociale del periodo, alle nuove forme di associazionismo come gli Scout, all’impegno civile nella Croce Rossa e alla formazione giovanile attraverso giochi dalla valenza ludico-didattica capaci di indirizzare le future scelte professionali.

Nella seconda sezione, invece, vengono ripercorsi gli antefatti della prima guerra mondiale e le scelte politiche dei Savoia e dell’Imperatore d’Austria. I ricordi aristocratici di famiglia si combinano con gli emblemi del potere, gli eventi bellici con le attività dei primi stabilimenti industriali e l’ingresso delle donne nei processi produttivi, il tutto sullo sfondo dell’affermarsi delle organizzazioni mutualistiche e la propaganda della vittoria bellica.

Il titolo della mostra, Il Testamento del Capitano, riprende quello di una ballata rinascimentale di area piemontese. Il canto era intonato dai soldati del marchese Michele Antonio di Saluzzo, comandante delle truppe francesi contro gli imperiali ad Aversa e scomparso a Napoli nel 1528 dopo un grave ferimento. Alla fine dell’Ottocento, il poeta e studioso Costantino Nigra ha studiato e trascritto il testo del canto, che trasmette la nostalgia dei soldati per la terra d’origine e la loro avversione per la guerra. La ballata si è tramandata in Piemonte con modifiche e aggiornamenti, divenendo durante la prima guerra mondiale uno dei canti degli Alpini.

La mostra, curata Paolo Edoardo Fiora di Centocroci e Paolo Paleari con Giovanni Saccani e Antonietta De Felice, fa parte delle iniziative coordinate dal Comitato Interministeriale per il Centenario della prima guerra mondiale e dalla Conferenza Permanente per la Commemorazione della Grande Guerra presso la Prefettura di Torino. Apertura straordinaria: domenica 4 novembre 2018 dalle 10 alle 16 (ultimo ingresso ore 15,30).

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