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Salone del Libro 2011: Manuele Madalon, lo scrittore che non c'è

Un gruppo di studenti ha inventato uno scrittore, Manuele Madalon, un libro, "L'implosione" ed è andato in giro ad intervistare personaggi famosi chiedendo un'opinione. Che quasi tutti hanno finto di avere. Come se lo avessero letto. L'esperimento è diventato un video

Come far esistere qualcosa che non esiste? Apparentemente, quando si parla di editoria l'operazione è particolarmente semplice. Storia di un inganno rivelatore, in cui sono caduti giornalisti eminenti, due candidati sindaco, attori, e scrittori.

Uno scrittore esordiente, Manuele Madalon, appare sul programma online del Salone del Libro. Non c'è su quello cartaceo, ma puntuale, lunedì 16, alle 13, si materializza in Sala Blu. Il pubblico è poco, come per ogni scrittore emergente, una locandina con il titolo - “L'implosione” - è esposta fuori. Vengono distribuiti comunicati stampa con biografia di Madalon e trama – una storia ambientata a Torino, protagonista la generazione X. L'autore attende nervoso che arrivi l'altro relatore, lo scrittore più affermato Andrea Bajani. Infine viene introdotto da Nicola Gallino, responsabile della comunicazione della Fondazione per il libro, la musica e la cultura, il quale racconta l'incredibile storia editoriale di questo manoscritto, circolato prima di mano in mano, negli ambienti underground torinesi, poi scoperto dalle edizioni Armstrong e pubblicato.

Il rivoluzionario metodo di diffusione si accompagna ad una promozione capillare: Madalon ha spedito una copia del romanzo a diversi personaggi che sarebbero stati ospiti del Salone, ed è andato, munito di telecamera, a chiedere loro un'opinione. Raccoglie dichiarazioni sentite. Sgarbi: “Misterioso e sottile”. Lucia Annunziata:“Ti ho confuso moltissimo con Culicchia, su Torino”. A Faletti è piaciuto un po' “tutto l'insieme”. Fassino e Coppola apprezzano, qualcuno si lancia addirittura in considerazioni critiche riguardanti l'ambientazione, la tecnica, il peculiare ed evidente carattere di opera prima.

Peccato che il libro non esista. Nessuno ne ha ricevuto una copia, e più importante ancora: quasi nessuno ha ammesso di non sapere di cosa si stesse parlando. Madalon è in realtà Gabriele Madala, giornalista e studente del Master in giornalismo dell'università di Torino, che ha prestato il volto a un progetto degli studenti di Ingegneria del Cinema, del Politecnico. L'esperimento è diventato un video, con la collezione delle citazioni più clamorose. Lo scopo è mostrare come il mercato dell'editoria sia spesso sbilanciato sul versante della promozione, trascurando il contenuto. Bajani racconta di come spesso si raccolgano i virgolettati sulle fascette di molti libri: spedendo un paio di pagine a chi può apporre un nome prestigioso in calce alla citazione. Una decorazione intellettuale, senza nessuna base.

Non solo. “In Italia nessuno ha voglia di imparare, però se ti chiedono qualcosa tu devi sempre far finta di saperlo”, dice Bajani. La “madalonizzazione”, neologismo suo, è anche quel fenomeno per cui basta dire “come tutti sanno”, durante un incontro pubblico, per avere una selva di facce annuenti che non hanno la minima idea di cosa sappiano tutti – ma la confusa sensazione che se lo sanno tutti, dovrebbero saperlo anche loro.  Esperimento riuscito, dunque. Abbiamo la risposta alla domanda iniziale: per far esistere qualcosa che non esiste, nell'era della comunicazione, è sufficiente parlarne.

GUARDA IL VIDEO DEL FENOMENO EDITORIALE "CHE NON C'E'"

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Commenti (1)

  • Neri Marcorè non c'è cascato. Unico.

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