I Dik Dik e i Camaleonti a Le Musichall

I Dik Dik

Toni Campa e Luciana De Biase, musical promoter a Torino e gestori de Le Roi, avviano con il concerto dei Dik Dik e dei Camaleonti i festeggiamenti per i 60 anni de Le Roi, che dureranno un anno fino a dicembre 2020 con ospiti internazionali e istituzionali , fra cui due star della canzone italiana. Martedi 3 dicembre alle ore 21 il concerto dei Dik Dik e i Camaleonti danno l’avvio ad una serie di eventi che dureranno un anno intero per ricordare la nascita del dancing Le Roi.

Risale infatti al 1959 l’incarico ufficiale da parte di Attilio Lutrario, imprenditore dello spettacolo, all’architetto Carlo Mollino per venti milioni di compenso, per la realizzazione di un nuovo dancing, arredi inclusi. L’inaugurazione del dancing in Via Stradella avvenne dopo diciotto mesi di cantieri, nel novembre del 1960, con il nome Lutrario Le Roi ideato dal pittore Otto Maraini, che lo immaginò disegnato con una grossa cima da barca.

Nel 1963 venne modificato l’ingresso su via Stradella con l’ampliamento di una porta sovrastata dalla scritta Le Roi. 

I Dik Dik

Veri e propri messaggeri della musica, il gruppo è formato da “ragazzi” normali. Tutti e tre lavoravano come operai e hanno realizzato i propri sogni. "Non avevamo grandi modelli da cui attingere - ha ammesso uno dei componenti della band -, ma sentivamo una pulsione per cambiare qualcosa". I Dik Dik sono stati soprannominati anche gli "impiegati della canzone" per non essersi mai fatti prendere dai vizi classici delle rockstar ovvero alcool e droga.

La svolta: il viaggio negli Stati Uniti. "Quando andavamo a suonare lì, era come suonare in Italia. Quando facevamo concerti oltreoceano il pubblico era composto quasi completamente da italiani che vivevano in America". Uno dei grandi punti di riferimento musicali sono stati i Beatles: "La prima volta che li ho sentiti sono rimasto sconvolto e abbiamo cominciato a emulare il loro stile, anche sul palco". Da quel momento si è creato un'unione indissolubile, che dura da oltre 50 anni: "Le incomprensioni ci sono sempre, ma alla fine siamo sempre arrivati a un accordo tra di noi".

La cover di California Dreamin’, dei Mamas & the Papas, è stato il primo grande successo del gruppo. "Battisti è stato il nostro primo grande ammiratore - ha confessato il gruppo - e ci seguiva sempre. Elio e le Storie Tese, a loro volta, hanno utilizzato un nostro brano come cover e questo ci ha fatto molto piacere anche perchè è fatta molto bene". La scelta delle canzoni è stata fondamentale. Mogol, che ha sempre collaborato con i Dik Dik, è stato bravo a proporre al gruppo sempre testi originali.

I Camaleonti

I Camaleonti, precedentemente denominati Mods e Beatnicks, sono un complesso musicale italiano nato negli anni Sessanta come parte del movimento musicale del beat italiano. I Camaleonti, gruppo musicale che intere generazioni non possono dimenticare, sono una delle band più longeve e prolifiche nella storia della musica italiana. Il loro nome non è sempre stato quello con cui sono arrivati a guadagnare il successo. Inizialmente, infatti, si chiamavano Mods e Beatnicks.

Camaleonti-2

La loro formazione risale agli anni 60, e nel 2019 (con la loro partecipazione come guest star allo show “Ora o mai più” di Amadeus) hanno dimostrato di avere ancora molti assi nella manica! I componenti sono cinque, dopo una serie di cambiamenti dovuti a una ‘fase di assestamento’ che è passaggio fisiologico per molte band. Livio Macchia (voce e basso), Antonio Cripezzi (voce e piano), Valerio Veronese (voce e chitarre), Massimo Brunetti (voce e tastiere) e Massimo di Rocco (batterista dal 2004).

Nel 1965 furono notati da Miki Del Prete, storico paroliere di Adriano Celentano. Il successo arrivò a stretto giro, dopo un primo contratto discografico con cui poterono farsi notare nello scenario beat di allora. Il loro successo “Portami tante rose”, rifacimento della celebre canzone di epoca fascista, li vide scalare le classifiche e posizionarsi all’11° posto! Negli anni ‘70 ci fu la vera alba della loro popolarità su scala nazionale. A incorniciare lo straordinario ‘fenomeno Camaleonti’ furono canzoni come Mamma mia, come Viso d’angelo, come Cuore di vetro e L’ora dell’amore.

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