Musei Reali, rivivono i festeggiamenti per la vittoria dell’Assedio del 1706

Sabato 10 settembre tra i tanti eventi a Palazzo Reale anche le danze con figuranti in costume d’epoca

A 310 anni di distanza il clima di festa per la fine dell’Assedio di Torino e l’esultanza del popolo per la vittoria rivivono sabato 10 settembre dalle 14.30 alle 18.30 nelle sale di Palazzo Reale, grazie alla collaborazione del gruppo Historia Subalpina che rievocherà attraverso una fedele ricostruzione il clima, mettendo in evidenza quanto vissuto dagli abitanti nella gioia e nel dolore di quei giorni.

Nelle sale di Palazzo Reale dalle 14.30 si darà letteralmente il via alle danze con figuranti in costume d’epoca che proporranno balli coevi al periodo (Salone degli Svizzeri) frutto di un’attenta ricerca sull’opera di Feuillet, danzatore e coreografo francese, e André Campra, compositore e direttore d'orchestra francese di musica barocca all’epoca di Luigi XIV. Si potranno osservare le classiche figure eseguite nelle danze barocche: il dos a dos, il rond, la figura dell’otto ed altre. 

Nella sala successiva protagoniste saranno le letture, che aiuteranno il pubblico a calarsi nel contesto storico e sociale dell’epoca grazie alla voce di un giovane attore in panni d’epoca: prenderanno così vita le narrazioni che racconteranno il clima, la sofferenza e la speranza vissute nei giorni dell’Assedio. 

Gli spazi a seguire infine saranno animati da musiche dell’epoca eseguite dal vivo da un duo di flauto e violino, gli stessi strumenti protagonisti degli intrattenimenti musicali del periodo.
La rievocazione sarà fedele e curata nei particolari, grazie al lavoro di ricerca che Historia Subalpina esegue, con l’obiettivo di far immergere il pubblico in un contesto storico, trasmettendo il clima dell’epoca.

L’Assedio di Torino è uno dei momenti di storia sabauda più importanti. Nell'anno 1700 moriva, senza discendenti, Carlo II d'Asburgo, re di Spagna. Si apriva un contenzioso tra i pretendenti: Luigi XIV e l’imperatore Leopoldo d’Asburgo, appartenenti alla stessa dinastia. La posta in gioco era il controllo della Spagna e dei suoi ricchi possedimenti in Europa e nel mondo.

Il conflitto per la successione vide schierati da una parte l'Impero Asburgico e l'Inghilterra; dall'altra la Francia e la Spagna. Il Ducato di Savoia costituiva il corridoio di collegamento tra la Francia ed il milanese, nelle mani della Spagna, per cui Luigi XIV, per esigenze strategiche, quasi impose al duca Vittorio Amedeo II l'alleanza con i franco-ispanici. 
Vittorio Amedeo, invece, sostenuto dal cugino Eugenio di Savoia, strinse alleanza con gli Asburgo, gli unici che, in caso vittoria, potevano garantire l’indipendenza dello Stato sabaudo. In più, l'Imperatore asburgico prometteva il Monferrato, la Valsesia e altri territori. Fu una scelta intelligente, ma rischiosa, perché in caso di sconfitta lo Stato Sabaudo e i Savoia sarebbero stati spazzati via. 

Così, il 13 maggio 1706 la terra intorno a Torino tremava sotto gli stivali di quarantamila soldati franco spagnoli. 10.000 soldati sabaudi combatterono strenuamente fino al 7 settembre quando, con l’arrivo delle truppe comandate dal Principe Eugenio e dal duca Vittorio Amedeo II, costrinsero i nemici a una precipitosa ritirata. Il terribile assedio durò centodiciassette giorni e si concluse vittorioso il 7 settembre 1706.

L’attività è compresa nel biglietto di ingresso ai Musei Reali.

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