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"Bella domanda", eccellente la risposta: lo spettacolo del duo comico piemontese a Grugliasco

Redazione

Strada del Portone, 197 · Grugliasco

Sono una persona abitudinaria e il giovedì sera di solito vado a nuotare. La costanza nell’allenamento mi impedisce di seguire con assiduità le evoluzioni del frizzante panorama artistico torinese, ma la prospettiva di assistere a uno spettacolo dei “Bella Domanda” alla Cascina Duc di Grugliasco consente per una sera di scardinare le consuetudini. In attesa dell’esibizione, Barbera e acciughe al verde: buone, ché il sale non prevaleva sull’aglio.

Per chi ancora non lo sapesse, i “Bella Domanda” sono un duo comico formatosi nel 2013, rodatosi al “Teatro del Poi” di Bra e al “Cab 41” di Torino, e assurto di recente agli onori della cronaca nazionale grazie al trionfo nella seconda edizione di “Eccezionale Veramente”, il talent comico di La7 condotto da Francesco Facchinetti.

Partecipando allo show hanno affrontato una dozzina di serate di selezioni, sino alla finale, durante la quale la giuria composta da Diego Abatantuono, Lina Wertmuller, Paolo Ruffini e Selvaggia Lucarelli hanno scelto loro come volti nuovi della comicità italiana.

Ma soprattutto, i “Bella Domanda” sono Mafe Bombi e Paolo Carenzo, in rigoroso ordine alfabetico. Rivolese l’uno e vercellese l’altro, giovedì sera hanno regalato oltre un’ora di leggerezza e di risate con la loro comicità a tratti surreale e gli irresistibili calembour che puntellano testi cesellati con perizia e coccolati con amore.

Ah quanto deve essere bello lavorare con il proprio sodale artistico, evidentemente divertendosi, e capire nello stesso momento, con un solo sguardo, che il testo sì, adesso è davvero perfetto, adesso funziona. E quanto ritmo nell’interpretazione, quanta sincronia, quanta perseveranza. Il talento forse basterebbe, l’esercizio li rende solidi, l’affiatamento complementari. Paolo e Mafe sul palcoscenico funzionano in un gioco di riflessi e di contrasti, con la pazienza di Paolo minata dalla svagatezza di Mafe, la compattezza del primo e la struttura allampanata del secondo. Funzionano, lo sanciscono la prossemica e l’allegria schietta e costante del pubblico.

Sono definiti e riconoscibili, come altre coppie comiche, ma la loro cifra stilistica prevede, e la loro bravura consente, un repentino cambio di ruoli in ogni sketch, un ribaltamento sempre d’effetto e sempre spontaneo: più trovato che cercato. Così pare, così non è, ma oltre la quarta parete c’importa solo del risultato. Ieri sera uno spettacolo divertente, non nella consueta veste teatrale, ma un esperimento annunciato prima della sigla e che può dirsi riuscito dopo un invocato bis.

Ultima nota di estremo gradimento personale: che belle voci – del resto Paolo è doppiatore di mestiere –, educate, chiare, nette, versatili, senza fermenti di manierismo. Il doppiaggio, è vero, è il primo tassello per una recitazione efficace.

Prossimi appuntamenti: è imminente il passaggio televisivo a “Colorado”.

Andrea Gualano

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