Foodora, accolto il ricorso dei riders: "Vanno considerati come lavoratori subordinati"

Tutte le richieste dei fattorini in primo grado erano state respinte

I riders, ciclofattorini di Foodora hanno il diritto a essere retribuiti come i lavoratori subordinati con somme calcolate in base a quanto prevede il quinto livello del contratto nazionale, per il settore logistica e trasporto merci. Con tanto di ferie, malattia e tredicesime pagate. A deciderlo la Corte d'appello di Torino, che ha accolto in buona parte, il ricorso presentato da cinque ex fattorini della nota multinazionale di consegna di cibo a domicilio, che chiedevano il riconoscimento della subordinazione del rapporto di lavoro. Nel giugno del 2018, in primo grado, tutte le richieste erano state respinte: ma adesso, a risollevare gli animi e le sorti di migliaia di persone, che sopportano spesso condizioni di lavoro inaccettabili, è arrivata una parziale vittoria che si spera, farà scuola. Tuttavia non è stata accolta la richiesta di reintegro dei lavoratori nell'azienda ed è stato confermato il loro licenziamento. 

Cosa ha stabilito la Corte

La Corte ha riconosciuto "il diritto degli appellanti a vedersi corrispondere quanto maturato in relazione all’attività lavorativa da loro effettivamente prestata in favore di Foodora sulla base della retribuzione diretta, indiretta e differita stabilita per i dipendenti del quinto livello del contratto collettivo logistica-trasporto merci dedotto quanto percepito". Inoltre l'azienda è stata condannata a versare ai ricorrenti una parte delle spese legali, quantificate in circa 11 mila per il primo grado e in 10.400 euro per l'appello mentre non ha accolto la richiesta di riconoscere il licenziamento discriminatorio e una serie di questioni sul rispetto della privacy. I cinque riders sostenevano di non essere stati più chiamati dall'azienda poiché avevano partecipato a una manifestazione di protesta.

Soddisfatti i sindacati 

"La sentenza di Torino - ha dichiarato Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl - riconosce ai riders le stesse spettanze e tutele del contratto nazionale della logistica come la Cisl, insieme a Cgil e Uil, ha sempre chiesto. Un passo importante che sancisce che anche per queste forme di lavoro flessibile, si devono garantire forti tutele e diritti". Sbarra ha poi aggiunto, invitando le aziende del food delivery a uscire dal guscio per trattare con i sindacati un contratto dignitoso: " Chiediamo al Ministro del Lavoro Di Maio di riconvocare subito il tavolo sui riders così da costruire definitivamente un accordo collettivo che generalizzi i principi stabiliti a Torino".

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