Scarpe&Scarpe richiede il concordato preventivo: a rischio 1.800 posti di lavoro e 154 punti vendita

I sindacati avevano appena firmato la cassa in deroga

Immagine di repertorio

Scarpe&Scarpe ha chiesto al Tribunale Fallimentare di Torino, città dove l’azienda ha la propria sede principale, l'istanza di concordato preventivo.

A renderlo noto è il sindacato Filcams-Cgil e che ha reso nota la forte preoccupazione per i 1.800 posti di lavoro che improvvisamente sono diventati in bilico anche a seguito dell'emergenza legata al Coronavirus, dato che i 153 punti vendita dislocati sul territorio italiano sono stati chiusi per rispettare il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri proprio per cercare di contenere il diffondersi del Covid-19.

"Siamo venuti a conoscenza dello stato di difficoltà aziendale - spiega il sindacato attraverso una nota - proprio attraverso la richiesta di concordato. La situazione di crisi sarebbe però pregressa alla chiusura dei punti vendita decisa dal Governo per l’emergenza sanitaria".

Scarpe&Scarpe avrebbe deciso per questa opzione, sempre secondo la Filcams, viste le previsioni di mancate fatturazioni per circa 50 milioni di euro dovute all’emergenza da Coronavirus. Somma che si deve aggiungere alle pregresse passività.

Solamente qualche giorno fa, le organizzazioni sindacali avevano sottoscritto un accordo per la fruizione delle nove settimane di cassa integrazione in deroga

"senza però trovare garanzie per il saldo mancante della mensilità di febbraio, retribuita solo al 60 per cento. Tutti i dipendenti oggi versano in evidente difficoltà al reperimento di forme di reddito: al mancato saldo della mensilità di febbraio si aggiungono i tempi di attesa per la riscossione della Cassa Integrazione, quando l’Inps sarà in grado di metterla in pagamento - spiegano ancora dalla Filcams - Per monitorare la situazione, chiediamo all’azienda di poter aprire un tavolo permanente di confronto sullo stato di avanzamento del piano concordatario, previsto nei 120 giorni massimi dalla presentazione dell’istanza; sulla gestione dei punti vendita quando sarà possibile la riapertura; sulle azioni aziendali intraprese per favorire la ricerca di soluzioni a risanamento della propria condizione economica e finanziaria a supporto della continuità occupazionale e reddituale dei propri dipendenti", spiegano dalla Filcams.
 

La posizione dell'azienda

"Non lo possiamo definire un calo dei consumi, ma un vero e proprio crollo delle vendite. I beni non alimentari sono i più colpiti dalla crisi e, al loro interno, i settori calzature, abbigliamento e accessori sono i più penalizzati, e sono quelli in cui opera la nostra Azienda", spiega Alessandra Miriello, direttore finanziario di "Scarpe&Scarpe"  - Grazie alla collaborazione fattiva con le Rappresentanze Sindacali Cgil, Cisl e Uil, i dipendenti potranno beneficiare degli ammortizzatori sociali previsti dal decreto “Cura Italia” che la società ha prontamente attivato".

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