Mappa degli stipendi 2019: i più pagati a Torino sono i laureati in materie tecnicoscientifiche

Dipendenti con stipendi più alti nelle grandi aziende

L'Unione Industriale di Torino ha elaborato, dall'Indagine Retributiva 2019, una Mappa degli stipendi del nostro territorio. Parlando di numeri, giusto per avere la situazione più chiara, è fissata a 29.550 euro lordi l'anno la retribuzione media di un operaio mentre per l'impiegato si sale a 39.218. Per i quadri la quota sale a 69.100 e per i dirigenti a 127.800. 

Stipendi più alti nelle grandi aziende

A percepire stipendi più alti del 4% sono poi i lavoratori con competenze digitali e la percentuale sale al 20% quando si tratta di under 35. Per ciò che riguarda i titoli di studio invece, la retribuzione d’ingresso media per i neolaureati si posiziona tra i 23.500 e i 25.500 euro, con differenze tra chi possiede una laurea triennale e chi una laurea magistrale.

A influire anche l'indirizzo di studio: i più pagati infatti sono i laureati in materie tecnicoscientifiche. A pesare sullo stipendio è anche la dimensione dell'azienda: più è grande, più i dipendenti guadagnano. Nelle grandi ditte infatti gli stipendi risultano mediamente più elevati del 20% rispetto a quelle piccole. In generale comunque, rispetto al 2018, è stato rilevato un aumento medio della componente retributiva del 2%.

Welfare aziendale

Dall'indagine emergono elementi di chiara modernità. Parlando di welfare aziendale per esempio, è stato rilevato che l'80% delle aziende torinesi adotta almeno uno strumento al proprio interno, in un mix di benefit, che arriva a pesare fino al 2,7% del budget aziendale. Tra questi la previdenza complementare, l'assistenza sanitaria, ma anche le mense aziendali, pc, carte di credito e altri tipi di benefit.

Gap uomo-donna

Sulla differenza di trattamento tra uomo e donna infine, è stato fatto qualche passo avanti: il gap infatti è in riduzione soprattutto nell'area delle risorse umane, nella ricerca e nello sviluppo. In altri ambiti il divario esiste ancora e resta a favore dei lavoratori maschili ed è pari a circa il 10%, mentre resta bassa la presenza di personale dirigente femminile, ferma al 13%. Il capo donna comunque ha in media un livello di salario inferiore rispetto al corrispettivo maschio, del 15%. 

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