Domus Lascaris, la "nuova modernità" cambia il centro di Torino

Il restauro del Gruppo Building, dalla "casa più bella del mondo" alla nuova sfida dietro piazza Solferino

A due passi da piazza Solferino, il Gruppo Building annuncia Domus Lascaris, il nome del palazzo anni '50 che sarà restaurato e trasformato in un immobile con appartamenti di lusso. Dopo aver trasformato grandi palazzi del patrimonio storico cittadino, del Barocco a The Number 6 (la "casa più bella del mondo" in via Alfieri, 6), del Neoclassico a Lagrange12 (all'angolo tra via Lagrange e via Giolitti), a Quadrato (via delle Orfane 20) un’architettura ecclesiastica, Building lavorerà su un palazzo razionalista degli anni Cinquanta, tra via Lascaris, via Francesco d’Assisi e via Dellala.

A differenza dei tre antichi palazzi precedenti, restaurati mantenendone l'aspetto originario, a Domus Lascaris i lavori su esterni e negli interni rivisiteranno completamente l’esistente in una ridefinizione del modernismo in chiave XXI Secolo. L’inizio del cantiere di Domus Lascaris è previsto per inizio 2019, la consegna degli appartamenti entro il 2020; attraverso Building RE, la società di vendita del gruppo, l’80% delle case sono già vendute.

"Domus Lascaris è il nuovo traguardo del lavoro di innovazione dell’abitare nel centro di Torino, incominciato nel 2013 con l’inaugurazione di The Number6. Il nostro obiettivo è contribuire al processo di trasformazione del centro della città in un luogo più sostenibile, abitato e a misura di vita e di una società contemporanea sviluppata e virtuosa. Allo stesso tempo, in continuità con la nostra filosofia, anche gli spazi comuni di Lascaris saranno occasione di socialità e incontro, attraverso l’arte, la cultura e il wellness" ha spiegato Piero Boffa, Fondatore e Presidente del Gruppo Building.

Domus Lascaris_R-084-Night-2

I lavori, sugli esterni e nel design degli interni di Domus Lascaris, saranno realizzati da Boffa, Petrone & Partners, lo studio di progettazione di Building, guidato dall’architetto Luca Petrone. Lo studio, che nelle recenti progettazioni si è focalizzato su interventi più conservativi, dedicherà molta attenzione all’impatto ambientale della nuova casa, minimo con consumi minimi e unità abitative in classe energetica alta. Lo scheletro dell’edificio resterà invariato, mentre si lavorerà sulla superficie esterna, inserendo finestre frangisole e specchiature che formano un cannocchiale di luce all’interno. Gli appartamenti saranno 11, con tagli variabili tra i 127 mq e i 247 mq, con due attici da 423 mq e 531 mq. All’interno dell’edificio, l’arte dialogherà con la nuova architettura con una galleria d’arte accessibile a tutti, mentre gli abitanti godranno di un grande spazio per il wellness con piscina, spa, una palestra con area fitness. Molta attenzione anche nei materiali: la progettazione lavorerà con grandi marmi di Carrara, essenze pregiate come il rovere, l’olmo, l’iroko e il doussie. Innovazione anche nella domotica, attentissima al comfort energetico e funzionale a gestire gli scenari luminosi in ogni singola stanza, anche da remoto.

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Il Gruppo Building, rinomato per The Number 6, si prepara così a una nuova sfida nel centro di Torino, dopo aver lavorato anche alla rinascita delle OGR di corso Castelfidardo, nel segno di una "nuova Torino" che valorizza anche il suo passato più recente. 

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