Giù il grattacielo Lancia, al via il nuovo quartiere. I comitati: "Opera rovinosa"

Nel quartiere San Paolo è iniziata la demolizione del vecchio grattacielo Lancia. Al suo posto nuovi palazzoni e un centro commerciale

E' iniziata l’opera di ristrutturazione del vecchio stabilimento Lancia, situato tra via Caraglio e via Monginevro (quartiere San Paolo), che libererà un’area di 56 mila metri quadrati per l’erezione di nuovi palazzoni e di un centro commerciale. A Torino, infatti, pare si sia diffusa la moda dei grattacieli: dopo l’inizio dei lavori per quello di Intesa-Sanpaolo e la presentazione di quello che ospiterà gli uffici della Regione, firmato Fuksas, anche nella storica area, che per decenni è stata occupata dalla fabbrica Lancia, sorgeranno presto due torri di venti piani.

Oltre a sette palazzi ed al “solito” centro commerciale che farà concorrenza agli altri due già presenti in zon. L’inizio dei lavori per il nuovo quartiere “Lancia 2” oltre che a creare i soliti, prevedibili disagi per residenti ed esercizi commerciali, ha riacceso le polemiche su un’opera che, da più parti, viene ritenuta “insostenibile”, se non “rovinosa”. Secondo il comitato spontaneo “Parco Lancia”, nato proprio per limitare gli effetti negativi del progetto, si va ad aumentare paurosamente la densità abitativa di un’area che è già a rischio di congestione, a fronte dell’insufficienza dei servizi primari presenti. Si calcola, infatti, che i nuovi palazzi potranno accogliere 600 persone, circa 1800 persone, in un territorio che registra l’affollamento delle scuole, degli asili e dell’ASL.
 
Senza mai ottenere una risposta positiva, i residenti ed il comitato hanno chiesto, in questi anni, nuove scuole, un asilo, alloggi per le fasce deboli, luoghi di incontro per i cittadini e di ridurre l’area edificabile da 56 a 14 mila mq. Anche perché -pur per chi non è esperto di mercato immobiliare- il progetto si presenta come un “affarone” per l’immobiliare che lo gestisce e l’impresa di costruzione, rispetto alle cifre richieste dal Comune per la concessione del terreno che “sanno” proprio di svendita. “Costruire almeno una scuola e dei giardini non avrebbe ridotto significativamente gli altissimi margini di guadagno dei promotori del progetto”, aggiungono con amarezza e rabbia quelli del comitato.

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