Automotive, l'allarme della Fiom-Cgil: "In 10 anni la produzione è calata dell'80%"

Lo stabilimento di Grugliasco è a rischio

Il futuro della Maserati di Grugliasco potrebbe essere a rischio

E' un quadro allarmante quello che emerge dalla ricerca della Fiom-Cgil sull'automotive in Italia e in particolare a Torino. Sotto esame due decenni- 1999-2008 e 2009-2018 - in cui sono stati messi a confronto i volumi produttivi e i dati relativi ai posti di lavoro e alle ore lavorate. Dati che verranno presentati anche a margine della Festa della Fiom-Cgil in programma a Beinasco, dal 5 al 7 settembre. 

Calo verticale

Se nel 2006 a Torino, Fca - nel solo stabilimento di Mirafiori - produceva 218mila vetture, con 6 modelli in produzione, nel 2018 gli autoveicoli prodotti sono stati 43.071, con una variazione percentuale del -80,2%. E il 2019 sembra confermare questo trend, forte indicatore di un disastro annunciato: al 31 agosto i veicoli prodotti da gennaio sono soltanto 11.316. E meglio non va certo in ambito nazionale dove l'automotive ha rilevato un crollo verticale con un dimezzamento nella produzione di autoveicoli: nel primo decennio erano più di 10milioni mentre nel secondo, sono stati circa 5milioni e 600mila. 

Cassa integrazione

A Torino ciò che preoccupa è anche l'utilizzo degli ammortizzatori sociali. L'ultimo anno in cui non sono stati utilizzati a Mirafiori è stato il 2007 mentre oggi, nell'automotive, gli addetti coinvolti dalla cassa integrazione sono circa 30mila. Nell'ultimo decennio si calcola che nel Torinese abbiano chiuso dalle 60 alle 70 aziende e dal 2018, è stata rilevata una perdita di 18mila posti di lavoro. 

Timore per la Maserati

La ricerca ha preso in esame anche l'impatto che potrà avere in futuro sul settore, la produzione della 500 elettrica. Fca ha dichiarato una capacità produttiva di 80mila vetture ma ha stimato vendite possibili nell'ordine di 20mila unità. Ammesso che le previsioni vengano rispettate - e secondo la Fiom-Cgil queste appaiono molto ottimistiche -, la 500 elettrica non basterà a garantire la piena occupazione di tutti gli addetti dell'automotive. Inoltre, considerando che sul territorio gli stabilimenti sono Mirafiori e Maserati, il rischio è quello della chiusura di uno dei due, più verosimilmente quello della fabbrica di Grugliasco. 

Fiom-Cgil dunque esorta istituzioni e imprese a mettersi attorno a un tavolo: "Questo per capire quale potrà essere il futuro della città - ha commentato il segretario Edi Lazzi - , stabilendo una strategia e provando, tanto per iniziare, a mantenere quello che si ha prima di dare il via ad altri settori". 
 

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