La New Holland chiude i battenti e diventa polo logistico: a rischio 120 lavoratori

Interrogazione in Regione

La New Holland di San Mauro, a pochi chilometri da Torino, chiuderà i battenti, delocalizzando la produzione a Foggia, e diventerà un centro di logistica di Cnh industrial. L’azienda lo ha da poco comunicato ai sindacati. Con un investimento pari a 20 milioni di euro, si avvia così un processo di trasformazione che renderà l'area torinese un centro logistico, mettendo però a rischio 120 lavoratori su 370 attualmente impiegati nella produzione di escavatori. Proprio le sorti dei lavoratori piemontesi sono state oggetto dell’interrogazione che la consigliera del Movimento 5 stelle, Francesca Frediani ha posto all’assessore al lavoro Elena Chiorino.

“La riconversione non sarà sufficiente a garantire gli attuali livelli occupazionali con il possibile esubero di 120 addetti - ha ribadito in aula la consigliera Frediani -  A fronte dell’ennesima crisi aziendale che sta colpendo il nostro territorio  chiediamo all’assessore regionale al Lavoro di mettersi in contatto il prima possibile con il Mise affinché venga convocato un tavolo di confronto fra le parti e si individuino presto soluzioni per i lavoratori.”

Perdite per 30 milioni l'anno

La proprietà dell'azienda ha giustificato l'operazione parlando di perdite da 30 milioni ogni anno negli ultimi nove anni: lo stabilimento non era più in utile da troppo tempo. La stessa New Holland ha affermato che la produzione di escavatori cesserà definitivamente nell’aprile del 2020 mentre la riapertura del nuovo polo logistico è prevista nella primavera 2021. Per i lavoratori ci sarà un anno di cassa integrazione, in previsione di una riorganizzazione dell'organico. 

“L’assessorato al Lavoro sta seguendo con particolare attenzione la vicenda - ha rassicurato in aula l’assessore con delega ai rapporti con il Consiglio regionale, Roberto Rosso, riportando la risposta scritta dell’assessore Elena Chiorino - Quanto prima la Regione chiederà al Mise la convocazione di un incontro per una valutazione complessiva della situazione. Non possiamo continuare a consentire - ha poi concluso - che le nostre aziende vengano svuotate e delocalizzate spostando la produzione dal nord al sud. Il mondo dell’automotive a Torino si sta spegnendo, dobbiamo creare le condizioni per cui le imprese siano invogliate a rimanere al nord”.

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