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"Troppi soldi buttati nei farmaci". L'Idv lancia campagna contro gli sprechi

L'Idv lancia una campagna contro lo spreco di farmaci, che sarà condotta sul territorio della provincia di Torino attraverso la distribuzione negli ospedali di un opuscolo scritto da Luigi Cursio

Redazione 29 febbraio 2012
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L'Idv ha a capo del partito piemontese il consigliere regionale Lui Cursio che, oltre ad occuparsi di politica, è anche un medico. Proprio la sua professione lo ha portato a scrivere un opuscolo che verrà distribuito negli ospedali della provincia di Torino. E' la nuova campagna lanciata in Piemonte dall'Italia dei Valori contro lo spreco di farmaci.

Nell'opuscolo il segretario dell'Idv spiega che in Piemonte "si buttano ogni anno trecento milioni di euro di soldi pubblici in farmaci inutili. Ogni famiglia - spiega Cursio - ha in casa mediamente duecento euro di farmaci inutili, scaduti o che sta lasciando scadere. E circa i due terzi, quindi più o meno 130 euro, sono pagati dal sistema sanitario pubblico. Moltiplicando per il numero delle famiglia, ho quantificato lo spreco in circa trecento milioni".

Il problema dello spreco vanno - secondo quando scritto da Cursio - dalle prescrizioni inutili allo scarso ricorso ai generici. C'é poi la grande questione della medicalizzazione, fenomeno segnalato anche dall'Oms, che consiste nello trasformare in malattie quelle che sono normali condizioni di vita, come una gravidanza. E' una operazione che viene portata avanti da alcune case farmaceutiche per aumentare i guadagni".

La soluzione? "Per aggredire questo spreco, e liberare risorse da spendere in ciò che serve davvero la collaborazione dei cittadini. Ma anche l'intervento della politica, per esempio per ottenere che le case farmaceutiche vendano i farmaci sciolti, in modo che sia possibile acquistarne solo il quantitativo che serve e che viene prescritto".

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Luigi Cursio
sanità

1 Commenti

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  • Avatar anonimo di Gerry Di Masi

    Gerry Di Masi Qualcuno dovrebbe spiegarmi perchè in farmacia sono messe in vendita  confezioni "mignon", meglio sarebbe definirle "*******a".  Devo assumere un farmaco "quod vitam" 14 compresse a settimana. Bene,  la confezione che tra l'altro è in vendita a - soli -  € 60, ne contiene "ben" otto. Non è un rimprovero ai farmacisti che non ne possono certamente nulla. Ma in Italia non c'è una commissione checontrolli questi aspetti assurdi?  Ai posteri l'ardua sentenza...

    l' 1 marzo del 2012