Ryanair blocca le prenotazioni da Caselle: low cost a rischio

La compagnia irlandese rischia di non poter più far scalo nell'aeroporto di Caselle. Il contratto con Sagat e Regione non è ancora stato rinnovato e ci sono ancora problemi. Intanto sono bloccate le prenotazioni

C'è un forte rischio che il matrimonio tra l'aeroporto di Caselle e la compagnia low cost Ryanair finisca sul più bello. Dal prossimo 24 marzo, infatti, le vendite dei voli da Torino saranno bloccate, in concomitanza con la scadenza della proroga del contratto tra la Ryanair e la Regione Piemonte. La notizia sta suscitando molta preoccupazione per i flussi di turisti che ci saranno nel periodo di Pasqua e nelle feste del 25 aprile e Primo Maggio, anche perché la Ryanair opera su Caselle con nove voli ed è la seconda compagnia area con circa 600.000 passeggeri trasportati nel 2011.

LA SAGAT La società che gestisce lo scalo di Caselle precisa che in realtà sarebbe "in corso, con il supporto degli enti pubblici, in particolare la Regione Piemonte, un complesso negoziato per un progetto di sviluppo delle attività Ryanair sullo scalo di Torino, teso a duplicare i quasi 600.000 passeggeri registrati nel 2011". Sempre la Sagat, in una nota, aggiunge che "a causa della crisi generale del settore, Ryanair nel 2012 immetterà molti meno aerei sul mercato, con la conseguenza di aver reso più severa l'analisi delle opportunità di apertura di nuove basi. Tutto ciò sta comportando un rallentamento nei negoziati e la conseguente richiesta di Ryanair di estendere gli attuali contratti in essere in scadenza a marzo 2012, prima della messa in vendita della stagione estiva, per consentire al riguardo un confronto più approfondito su un tema cosi delicato".

LA REGIONE L'assessore regionale ai Trasporti, Barbara Bonino, dice che l'amministrazione ha fatto tutto il necessario e stringe i tempi per riuscire ad arrivare ad una conclusione. "Sulla vicenda Caselle-Ryanair la Regione ha fatto e farà la sua parte, ma bisogna chiarire in fretta le strategie. Abbiamo convocato per la prossima settimana i vertici di Sagat. La Regione, concedendo la proroga sino a marzo della convenzione con la compagnia irlandese, ha dato spazio di manovra al management di Sagat proprio per consentire una negoziazione sulla base low cost. Se il rinnovo dei vertici di Ryanair e la contrazione delle loro strategie commerciali impongono una riapertura delle trattative - conclude l'assessore Bonino - riteniamo che ciò debba avvenire in fretta per chiarire una volta per tutte e prima di marzo l'impegno del vettore irlandese su Torino". L'ipotesi che l'aeroporto di Caselle possa diventare una base per Ryanair, è una cosa che interessa ancora alla Regione, "ma la crisi economica impone maggiore chiarezza e rigore: il tempo dei rinvii non può essere infinito".

IL MONDO POLITICO Dall'opposizione si leva un'unica voce: "Ryanair deve restare a Torino per rafforzare il Piemonte e per non indebolire ulteriormente lo scalo subalpino". A chiarire ulteriormente il concetto ci pensa il deputato del Pd, Giorgio Merlo: "Regione Piemonte e Sagat si facciano sentire con forza e senza titubanze perché devono prendere una posizione chiara nel sostenere una trattativa che potrebbe avere una ricaduta positiva per l'aeroporto di Torino Caselle". Concorde sul mantenere e potenziare l'aeroporto di Caselle, grazie anche a Ryanair, è la Lega, che però difende l'amministrazione. "Si dovrebbe smettere di invocare ogni due per tre l'intervento della Regione, che - dice Stefano Allasia - in questo caso, non è parte in causa. Ricordo a Merlo - conclude il deputato della Lega - che la Sagat è gestita per il 75% dal Comune di Torino, da Sintonia, azienda della famiglia Benetton, e da Banca Intesa".

Tra tutte le dichiarazioni al riguardo c'è anche la richiesta dell'associazione Flytorino, la quale chiede "un intervento deciso dei soci pubblici dell’aeroporto, per dare una risposta alla richiesta di mobilità e connettività dei cittadini e dell’intero territorio" perché Torino rischia di rimanere esclusa da molte tratte, cosa, vista l'importanza e la grandezza della città, non può essere accettata.

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