"A Moncalieri la Askoll non chiuderà: c'è un piano alternativo"

La Askoll ha ritirato la procedura di cessata attività per lo stabilimento di Moncalieri: lo si apprende dai sindacati, che ora chiederanno ai lavoratori di togliere il blocco ai cancelli

Da settimane i lavoratori della Askoll di Moncalieri presidiavano i cancelli dello stabilimento che produce pompe per lavatrici e che aveva deciso di chiudere i battenti, lasciando senza lavoro 208 dipendenti. Anche il neosindaco di Torino Piero Fassino si era interessato alla vicenda.

La Askoll, secondo quanto si apprende, ha ritirato la procedura di cessata attività per lo stabilimento di Moncalieri, alle porte di Torino: lo si apprende dai sindacati stessi, al termine di un incontro che si è svolto oggi a Torino presso la Regione Piemonte.

L'azienda, riferiscono Cgil, Cisl e Uil, si è impegnata a presentare un piano industriale alternativo alla chiusura del sito, capace di ridurre il numero degli esuberi, che inizialmente erano 208. La Askoll poiu aprirà una procedura di ristrutturazione per crisi, a cui sarà abbinato un anno di cassa integrazione straordinaria che partirà dalla prima settimana di giugno. A questo punto i sindacati chiederanno ai lavoratori di interrompere momentaneamente la protesta e di rimuovere il blocco ai cancelli dello stabilimento. Il confronto tra azienda e sindacati sul nuovo progetto industriale riprenderà all'Unione Industriale di Torino martedì 24 maggio.

“Ora va verificata la reale disponibilità della Askoll a garantire un futuro produttivo nello stabilimento di Moncalieri: per questo sarà importante giudicare la serietà del piano industriale che presenteranno". L’assessore provinciale al Lavoro Carlo Chiama interviene sulla crisi della Askoll dopo la riunione del tavolo istituzionale convocato dalla Regione Piemonte, incontro che ha prodotto una prima ipotesi di intesa fra l'azienda e le organizzazioni sindacali.

“Sono preoccupato - aggiunge l’ass. Chiama - per il futuro dei lavoratori dello stabilimento di Moncalieri . L'azienda e i sindacati si incontreranno la prossima settimana all’Unione Industriale per discutere un piano che possa garantire il mantenimento di una parte, seppur ridotta, dei posti di lavoro. Per il momento è comunque positivo che venga revocato lo sciopero permanente”.

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