Ex Villaggio Olimpico, dieci anni dopo: riqualificazione è sinonimo di occupazione

Le palazzine che compongono l'area, costata centoquaranta milioni di euro, sono 12; di queste quattro sono occupate da circa quattrocento migranti. Valter Marin: "Non sono una percentuale così alta"

L'ex Villaggio Olimpico - Foto di Maurizio Pagliassotti

Quattro delle dodici palazzine che compongono l’ex Villaggio Olimpico, costato centoquaranta milioni di euro, oggi sono occupate da migranti della prima emergenza nord Africa. Giunti in Italia da paesi medio orientali o africani dilaniati dalla guerra, dopo essere stati oggetto di speculazione da parte di vari soggetti assistenziali che si sono arricchiti sulla loro pelle, sono stati abbandonati al loro destino nel’inverno del 2013. I soldi erano finiti, i famosi 35 euro al giorno che loro non hanno mai visto. 

Le quattro palazzine olimpiche erano chiuse da diversi anni e presentavano i primi segni di cedimento. Intonaci interni ed esterni cadenti, crepe. Così, nel marzo di tre anni fa, circa duecento migranti che vagavano per la città sono entrati dentro senza chiedere il permesso. Nel tempo una vasta catena di solidarietà ha creato le condizioni perché i migranti, poi diventati quattrocento, potessero sopravvivere con dignità. Le quattro palazzine sono diventate, di fatto, un ammortizzatore sociale autogestito.

Certo non son mancati, e non mancano i problemi. Episodi di violenza, culminati nella violenza ai danni di una giovane donna all’interno della struttura. Ma, a ben, vedere, data la bomba sociale presente in uno spazio così angusto c’è da rallegrarsi che non sia accaduto di peggio. Anche il quartiere pare convivere con questa situazione manifestando solidarietà e pazienza. In attesa di una soluzione strutturale che dia la possibilità a tutti di vivere serenamente.

Monica Amore, consigliera di Circoscrizione 9 del M5S: “Non c’è nulla da festeggiare per il decennale olimpico, in particolare nel nostro quartiere. Perché le palazzine stanno cadendo a pezzi. Sono state mal costruite e mal utilizzate fin dal 2007. A fronte di in investimento enorme. Tempo fa, in quanto consigliera di Circoscrizione, sono entrata dentro le palazzine mi sono messa le mani nei capelli per le condizioni in cui vivono queste persone. Cosa c’è da festeggiare?”

Forti polemiche giungono anche dalla destra cittadina, che più volte ha manifestato contro l’occupazione in corso. Cosa sarebbe stato delle palazzine se non fossero state occupate dai migranti? Le strutture fin dal 2007 hanno mostrato preoccupanti problemi di intonaco, sia all’interno che all’esterno. E nel tempo i problemi strutturali sono emersi in tutta la loro valenza. Pensare che potessero avere un mercato era improbabile se non impossibile, soprattutto ai prezzi pre crisi edilizia.  Oggi alcuni esterni sono pesantemente scrostati e oggetto di crolli. Arredamenti interni sono stati depredati.

Valter Marin, della Fondazione 20 marzo Olimpic Park, rassicura: “L’area dei mercati generali è attualmente degradata ma c’è una convenzione firmata tra Univesità e città, per quanto riguarda la facoltà di Medicina e il Politecnico, per fare un centro di ricerca di massimo livello. Entro l’estate partiranno i lavori. La palazzine del villaggio Olimpico sono complessivamente dodici, due sono utilizzate dal Coni, una in social housing, tre sono utilizzate in altre forme. Su dodici, le quattro palazzine occupate non sono una percentuale così alta”. Quattro su dodici è pari al 33,3%, un buon risultato, se si pensa che potevano essere tutte abbandonate. 

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