Famiglia evita uno sfratto "Non abbiamo altro posto dove andare"

Padre, madre e due figli sono riusciti ad ottenere una proroga dalla polizia municipale intervenuta nell'ex centro d'incontro proprio per sfrattare una famiglia di abusivi

Nei giorni scorsi i vigili si sono presentati alla porta di quel centro d'incontro abbandonato con l’obiettivo di sfrattare la famiglia che da maggio risiede nelle vecchie stanze impolverate di corso Giulio Cesare. La difficoltà a trovare un altro tetto e le richieste degli occupanti, tuttavia, hanno convinto la polizia municipale a fare dietrofront. Almeno per il momento, forse solo per qualche settimana. Una timida speranza per Francesco, Elena e i due figli che dopo esser stati sfrattati da una casa Atc hanno trovato posto in un locale in disuso, in passato casa di alcune associazioni del quartiere.

Gli appelli al Comune di Torino e all'Atc per avere un nuovo tetto sono caduti nel vuoto. E senza luce e senza gas è diventato un incubo vivere in due stanze, tra cibo reperito nella spazzatura e fornelli recuperati dalla vecchia casa. Nella camera più grande si trova oggi il letto matrimoniale, i vestiti e l’occorrente per vivere. Nel salone i letti dei due figli. Per terra e sui comodini i vestiti e i ricordi di una vita. La cantina, poi, è grande quanto un bagno. Quella dove l'uomo ha dormito per alcune notti subito dopo lo sfratto. Prima di trovare riparo ad un isolato di distanza. “Non avevamo altra scelta” ha tenuto a precisare la moglie che insieme al marito ha scritto una lettera indirizzata al sindaco Fassino.

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“Vogliamo che il primo cittadino venga a vedere in che condizioni viviamo – spiegano i due -. Se non fosse per le donazioni saremmo morti di fame. Ma per nostra fortuna abbiamo degli amici che ci portano del pane e della pasta. E a volte anche della frutta e della verdura”. Chi volesse dare una mano a Francesco e alla sua famiglia può chiamare al numero di telefono 349-1615761.

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