Il geometra truffatore fa sparire 35mila euro, ma un'intera famiglia gliela fa pagare e viene arrestata

Cinque giorni di galera per la reazione

Gianni Mingoia intervistato da Michele Cordaro delle Iene

Hanno tentato, con le cattive, di riavere indietro il denaro che avevano anticipato a Gianni Mingoia, il geometra truffatore di Grugliasco smascherato dalla trasmissione Le Iene di Italia 1 e poi colpito da un provvedimento dei carabinieri.

Per questa ragione un'intera famiglia (un italiano di 72 anni, la moglie marocchina di 59 e la loro figlia di 33) ha scontato cinque giorni di carcere. Assistiti dagli avvocati Giorgio Faccio e Michele Polleri, sono riusciti poi a farsi scarcerare dal giudice per le indagini preliminari Adriana Cosenza. Restano indagati a piede libero per esercizio arbitrario delle proprie ragioni e hanno il divieto di frequentare gli stessi luoghi frequentati abitualmente da Mingoia.

La truffa

A fine 2018 la famiglia aveva visto un annuncio pubblicato da un'agenzia immobiliare di Pianezza. Avrebbe voluto comprare un piccolo appartamento per la figlia e il prezzo, 60mila euro, era allettante. Nel corso della trattativa col mediatore (Mingoia) la somma era scesa a 56mila euro, di cui 10mila da versarsi per fissarlo e il resto al momento dell'atto. Per accelerare la pratica, la famiglia si offre di pagargli altri 27mila euro subito.

A fine gennaio, però, il figlio della proprietari a dell'appartamento li aveva chiamati dicendo di avere ricevuto poco più di 2mila euro. Gli altri 35mila erano svaniti nel nulla. Era evidente che la famiglia era stata bidonata. Come tanti che avevano avuto a che fare con Mingoia.

La reazione e l'arresto

I tre familiari, più il fidanzato della figlia, hanno deciso di farsi giustizia da soli. Fingendo di non sapere della truffa subita, hanno chiamato Mingoia e hanno fissato un appuntamento per dargli altro denaro la mattina di sabato 2 febbraio 2019 a Collegno.

Quando lui si è presentato lo hanno malmenato, gli hanno preso il cellulare, l'orologio e una valigetta e hanno cercato di caricarlo sull'auto del fidanzato della figlia, fino a quando sono intervenuti i carabinieri per fermarli, chiamati dai condomini attratti dalle urla di Mingoia. Per loro, tranne proprio per il proprietario dell'auto che è fuggito, è scattato l'arresto. Ora potranno rivalersi sul truffatore seriale soltanto per via giudiziaria (ossia sostanzialmente non hanno alcuna speranza).

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