Dieci euro per dormire: un hotel per disperati dentro il trincerone

Nordafricani e romeni dormono da tempo in via Saint Bon, in quel canale dimenticato diventato casa per chi non ha più un tetto sopra la testa. Ai residenti però la cosa non piace e protestano

AURORA - Un cancello chiuso con tanto di catene e lucchetti, in mezzo alla siepe un varco. L’unico ingresso per entrare nel trincerone si trova proprio lì, tra via Carmagnola e via Saint Bon. Bisogna arrampicarsi e passare tra le sbarre e il gioco è fatto. Questione di secondi e si è dentro il vecchio canale abbandonato da anni. Tutto apparentemente facile per una persona minuta, decisamente un’impresa quasi proibitiva per un anziano o per un uomo dalla corporatura robusta. Una volta superato il primo ostacolo bisogna camminare in mezzo all’erba, facendo lo slalom tra i rifiuti.

C’è di tutto, dai sacchi pieni di rifiuti ai giochi per bambini. Poi si arriva all’altezza di largo Cigna, sotto quel ponte diventato casa per chi non ha più un tetto. Le arcate sono quasi tutte occupate, lo si capisce dai vestiti appesi su del nastro bianco e rosso. E dai materassi e le coperte buttate negli angoli. Se cerchi un riparo, però, devi vedertela con alcuni individui. Sono romeni e lì sotto comandano loro. “Dieci euro per dormire qui con noi. Tu al tuo posto, io al mio” questa la cifra che viene richiesta agli sconosciuti. A parlare è un giovanotto romeno. Chi non accetta il compromesso può alzare i tacchi e fare tranquillamente marcia indietro, cercando un altro posto.

Una situazione quasi surreale quella denunciata dai residenti del quartiere. Da coloro che abitano proprio sopra quel ponte trasformato in un hotel per disperati. “Ci sono decine di persone che vivono in condizioni disumane e le istituzioni si girano dall’altra parte – racconta il signor civico della circoscrizione Sette Leonardo Dedda -. Dormono, mangiano e bivaccano sotto le nostre teste. Ma una città come Torino non dovrebbe permettere tutto questo.

Eppure siamo nel 2013 e continua a non muoversi nulla”. E mentre la gente protesta c’è qualcuno che quei dieci euro li tira fuori dalla tasca della giacca. Sono extracomunitari, quasi tutti uomini a parte poche eccezioni. Nell’attesa della riqualificazione via Saint Bon sarà la loro nuova casa.

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