Il parco Sempione nel mirino dei tossici, il quartiere chiede la rimozione dei container

Le baracche prefabbricate, inutilizzate, del cantiere del passante ferroviario hanno trasformato l’area tra via Brenta e via Fossata nel ritrovo quotidiano di sbandati

Il parco è ostaggio di tossici e prostitute

Siringhe, preservativi e rifiuti nel parco Sempione. La riqualificazione della storica cascina Fossata, per anni ritrovo di sbandati, ha portato i tossici a trasferirsi dall’altra parte della strada, tra la stazione Rebaudengo Fossata e corso Grosseto.

Problemi oggetto di un sopralluogo da parte del Comune di Torino, alla presenza dell’assessore all’Ambiente Stefania Giannuzzi. “Ora si bucano dietro un’area cani – spiega il consigliere comunale dei Moderati, Silvio Magliano -, dove, in aggiunta, si trova un divisore in cemento armato, che non è stato smantellato e che fa sì che la parte nord e la parte sud del parco continuino ad essere collegate soltanto da un sentiero stretto”.

Insomma l’ideale per chi vuole nascondersi e bucarsi lontano da occhi indiscreti. Le baracche prefabbricate, inutilizzate, del cantiere del passante ferroviario e quelle lamiere che dividono la circoscrizione Cinque dalla Sei, hanno trasformato l’area tra via Brenta e via Fossata nel ritrovo quotidiano di tossici e prostitute.

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Tra la recinzione dello spazio degli amici a quattro zampe e le lamiere dei container si è creato un vero e proprio tunnel degli orrori. Le panchine sono state tutte fatte a pezzi mentre per terra è pieno di siringhe e preservativi usati. Con tanto di involucri e fazzolettini in bella vista. Su una panca spunta anche una bottiglietta per il crack mentre a completare il quadro non mancano nemmeno le deiezioni umane. “Bisogna rimuovere i prefabbricati e negare l’accesso ai tossici con una cancellata” l’appello dei residenti a Palazzo Civico.

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