Tragedia annunciata a Pinerolo. Sbranato dalle tigri tanto amate

Il giorno dopo la morte di Mauro Lagiard, 72 anni, sbranato dalle sue tigri nelle gabbie di un ex parco, le parole del sindaco di San Pietro Val Lemina, Anna Balangero, sembrano dare alla vicenda i contorni della tragedia annunciata

Il giorno dopo la morte di Mauro Lagiard, sbranato da tre tigri dell'ex parco Martinat, a Pinerolo si ha la sensazione che quella fosse una tragedia annunciata. "Il trasferimento delle tigri era imminente, avevamo avuto un ultimo incontro giovedì scorso, ma la questione del trasferimento era complessa - spiega il sindaco di San Pietro Val Lemina, Anna Balangero -. I proprietari non volevamo separarsi dagli animali".

Proprio l'amore verso quei felini è costato la vita al settantaduenne. Voleva dar loro da mangiare, una operazione compiuta quotidianamente, ma che qualche volta era risultata parecchio complicata e pericolosa. Oltre all'aggressione mortale di ieri infatti già più volte in passato le tigri avevano ferito l'anziano e la moglie.

Le tigri, una decina, e il leopardo, sembrava che avessero trovato dopo anni una nuova casa, ma alla fine non se ne fece nulla. A svelarlo è la prima cittadina di San Pietro Val Lemina, la quale cita i parchi di Pombia e Murazzano quali possibili mete.

La questione del trasferimento degli animali era aperta ormai da tre anni, da quando cioè l'ex parco che ospitava le tigri aveva chiuso. Il gestore, Giorgio Martinat, non intendeva più tenerli nella sua proprietà: troppo grande, e rischioso, l'impegno, ma i proprietari delle belve non volevano sentirci. Per loro avevano speso fino all'ultimo centesimo, tanto che negli ultimi mesi vivevano in un container nei pressi dell'ex parco. Ora sarà compito del sostituto procuratore Chiara Maina, della Procura di Pinerolo, decidere il futuro degli animali e a valutare se nella vicenda ci siano eventuali responsabilità.

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