Tav, dichiarata fallita la Italcoge di Susa

La principale azienda che sta eseguendo i lavori di recinzione per il futuro cantiere del tunnel geognostico della Torino-Lione, alla Maddalena di Chiomonte, è stata dichiarata fallita

La sentenza è stata emessa dal giudice delegato Bruno Conca

E' stata dichiarata fallita quest'oggi dal Tribunale di Torino la Italcoge di Susa, la principale azienda che sta eseguendo i lavori di recinzione per il futuro cantiere del tunnel geognostico della Torino-Lione, alla Maddalena di Chiomonte. La sentenza è stata emessa dal giudice delegato Bruno Conca. L'istanza era stata presnetata da alcuni creditori.

Sono iniziati nel frattempo questa mattina a Chiomonte, in valle di Susa, i lavori di ampliamento dell'area recintata in vista del cantiere per lo scavo del tunnel geognostico della nuova ferrovia Torino-Lione. L'operazione ha richiamato l'attenzione di una ventina di attivisti No Tav che si sono spostati dal presidio vicino alla centrale idroelettrica al secondo creato nelle vicinanze della baita costruita l'anno scorso dal movimento che si oppone ai treni ad alta velocità. Al momento la situazione è tranquilla.

I parlamentari del Pd Stefano Esposito, Giorgio Merlo, Giacomo Portas e Antonio Boccuzzi commentano la sentenza del Tribunale di Torino che ha decretato il fallimento dell'impresa valsusina. Il fallimento della Italcoge "é una brutta notizia di per sé, perché è un'altra azienda che fallisce aggiugendosi al lungo elenco degli ultimi due anni, lo é a maggior ragione vista l'attività che l'azienda stava svolgendo a Chiomonte". "In questo momento - aggiunge Esposito - in cui molti, i No Tav stanno festeggiando, esprimo la mia vicinanza umana e politica ai lavoratori della Italcoge e alle loro famiglie, che in questo mese hanno lavorato in condizioni ambientali difficilissime".

Secondo il movimento No Tav il fallimento della Italcoge "era ampiamente previsto - dichiara Alberto Perino all'Ansa- perché quando una ditta non ha liquidità non è che si possa pretendere la luna. Dal nostro punto di vista, una ditta con un grande disavanzo come lo era l'Italcoge non può essere certamente considerata seria, tant'é che lo stesso tribunale le aveva rifiutato la ristrutturazione del debito nel gennaio scorso. Quindi, ci chiediamo come possa avere fatto Ltf ad affidarle lavori di questo tenore in una trattativa privata".

Il cantiere ora verrà fermato per qualche giorno. Lo ha confermato Michele Vigna, nominato curatore fallimentare dell'Italcoge stamani dal tribunale di Torino. "I contratti - aggiunge Vigna - verranno risolti e i lavori verranno riaffidati a un'altra impresa nell'arco di qualche giorno. I cantieri della Tav, quindi, proseguiranno".

(ANSA)

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