Vent'anni per arrivare al verdetto: lo stupratore di una bambina resta libero

L'incredibile odissea giudiziaria tra i tribunali di Alessandria e Torino. La vittima ora è una 27enne

Immagine di repertorio

Vent'anni per arrivare alla sentenza e così anche un reato gravissimo come lo stupro può andare in prescrizione. Il caso arriva dall'Alessandrino, ma il verdetto che mette la parola fine all'accaduto è arrivato ieri, lunedì 20 febbraio 2017, dalla Corte d'appello di Torino.

Un uomo che violentò una bambina di appena sette anni (che oggi è una donna di 27 anni), figlia della sua compagna, l'ha fatta franca. La giustizia non è riuscita a rendere definitiva la condanna a 12 anni di carcere che gli era stata inflitta in primo grado dal tribunale di Alessandria.

"Questo - ha commentato Paola Dezani, presidente del collegio che ha pronunciato la sentenza di avvenuta prescrizione - è un caso in cui bisogna chiedere scusa al popolo italiano".

Dopo il primo verdetto, pronunciato nel 2007 (ossia dieci anni dopo l'episodio), il procedimento giudiziario è rimasto incagliato per nove anni negli scogli di una giustizia troppo farraginosa. E la ragazza, ieri, ha deciso di non essere presente in aula. Ormai vuole solo dimenticare.

Il ministro della giustizia Andrea Orlando, appreso della vicenda, ha deciso di inviare gli ispettori ministeriali per fare piena chiarezza sulla vicenda.

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