Parking Galileo, il posteggio si farà: "Le gallerie non dovevano trovarsi lì"

Secondo i tecnici della Soprintendenza, le cartografie non darebbero una visione certa di ciò che si trova nel sottosuolo: i resti rinvenuti, infatti, avrebbero dovuto trovarsi in una posizione più marginale rispetto a dove effettivamente sono stati rinvenuti

"Sapevamo delle gallerie della Cittadella, ma non conoscevamo nè la posizione precisa nè il loro stato di conservazione". Si giustifica così la Soprintendenza ai Beni Archeologici, dopo le accuse avanzate sull'ordine dei lavori del parcheggio in corso Galileo Ferraris, dopo che Comitato Pietro Micca, Lega Nord e Sel hanno presentato un esposto in Procura per risalire alle responsabilità di chi abbia effettivamente concesso l'autorizzazione agli scavi per il parcheggio interrato. Parcheggio che, guerriglie cittadine a parte, verrà comunque realizzato, pur con l'intenzione di salvaguardare le gallerie rinvenute che rappresentano, parole della Soprintendenza, "una visione completa del sistema del Rivellino". Un patrimonio, dunque, degno di essere messo a diposizione del pubblico.

Quanto alle autorizzazioni la Soprintendenza parla chiaro, ammettendo che a seguito di uno studio preliminare del Politecnico di Torino e di altrettanti 4 sondaggi preliminari effettuati nel 2009, la situazione emersa a suo tempo non era tale da porre un diniego al progetto del parcheggio interrato di corso Galileo Ferraris. Tali studi, infatti, avevano evidenziato la presenza di muri marginali, più esterni rispetto al punto in cui sono stati effettivamente rinvenuti, di fatto nell'invaso del parcheggio. In parole povere? Le cartografie non danno una visione certa dei resti che si possono trovare nel sottosuolo e del loro stato di conservazione, pertanto non è possibile fare affidamento a queste per delle valutazioni in ordine a progetti interrati. Almeno questo è il parere della Soprintendenza, sballottolata tra il dover conservare e valorizzare il patrimonio storico e consentire comunque alla città di procedere nel proprio processo evolutivo.

Parole, quelle dei tecnici, non del tutto soddisfacenti per la Lega Nord: "Le mappe mostrano le gallerie - afferma Fabrizio Ricca, capogruppo leghista in Sala Rossa - e lì non si doveva scavare. Qualcuno deve pur aver autorizzato i lavori e ha delle responsabilità per ciò che le ruspe hanno distrutto. Le valutazioni sono state superficiali e noi vogliamo chiarezza".

Quanto al parcheggio si farà e su questo non c'è dubbio: probabilmente potrà essere ridotto o rimodulato al fine di conservare i reperti rinvenuti e garantire comunque l'accesso al Pastiss, ma, parole dell'assessore alla Viabilità Lubatti, ormai l'accordo con l'impresa c'è, il business plane è stato stilato, e da lì non si scappa.

Ora, tuttavia, bisognerà vedere se il nuovo progetto sarà in grado di mettere d'accordo tutti: Soprintendenza, Comune e Comitato Pietro Micca che, invece della auto, in corso Galileo Ferraris preferirebbe tanto di più un parco archeologico.

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