Il 30 marzo la Sindone in mondovisione: "E' un invito alla speranza"

Nosiglia annuncia l'ostensione della Sindone. Sarà un evento televisivo in mondovisione. "La Sindone è un segno di speranza per i bisognosi che necessitano di una luce"

Il giorno prima di Pasqua il mondo potrà tornare a vedere la Sindone. Lo ha ufficializzato la Diocesi di Torino annunciando che sarà un giorno unico, in cui ci sarà un'ostensione televisiva in mondovisione grazie alle riprese di Rai 1. E' la seconda volta nella storia, dopo la prima il 2 maggio 1973.

Per mostrare la Sindone è stato scelto sabato 30 marzo come giorno, nonostante questa sia una giornata di preghiera e di silenzio. "Il silenzio che avvolge il Sabato Santo è lo stesso silenzio in cui si trova la Sindone - ha spiegato l'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia -. Un silenzio di attesa gioiosa e lieta che parla di futuro e non di passato, un futuro d'amore e di vittoria per ognuno di noi e fonte di una letizia, dunque indicibile e gloriosa".

L'idea di mostrare la Sindone con una diretta tv in mondovisione è nata dall'ormai ex Papa Benedetto XVI. Lo aveva proposto diversi mesi fa. Ancora non si sapeva nulla della decisione di lasciare la Santa Sede, e infatti nel programma rientrava anche un intervento del Papa stesso nel giorno dell'ostensione. "Faremo un tentativo con il nuovo Papa - dice Nosiglia -, anche se sarà molto difficile perché è una cosa che ha bisogno di molta preparazione".

All'interno del Duomo, nel giorno della diretta, saranno presenti 300 persone. Sono persone scelte "tra coloro che portano nel proprio corpo e animo la passione di Cristo sofferente". Si tratta di persone malate, o che vivono un momento particolarmente difficile della propria vita. "La Sindone è un segno di speranza per i bisognosi che necessitano di una luce. Questa ostensione vuole essere un invito alla speranza".

Nel giorno del Sabato Santo non saranno celebrate messe perché è vietato. L'arcivescovo di Torino terrà un'omelia davanti alle persone presenti e vicino alla Sindone, la quale non uscirà mai dall'interno della Cappella. "Mi auguro - conclude Nosiglia - che questo momento mondiale possa portare nel cuore di tante persone un po' di luce e di pace in questi tempi complessi e dia forza e speranza ai poveri e ai malati".

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