Polemica sulle schede per le scuole contro l'omofobia: "Sono surreali"

Il vicepresidente del Consiglio Comunale Silvio Magliano: "Gesù non era omofobo, ma San Paolo sì: lo dicono le schede per le scuole superiori del servizio LGBT del Comune che citano fonti autorevoli, come per esempio Wikipedia. Assurdo"

Michelangelo gay? San Paolo omofobo? Le domande non nascono per caso: la genesi di questi interrogativi è da cercarsi sul sito del Comune di Torino. Come denunciato dal vice presidente del Consiglio Comunale Silvio Magliano, sul sito del Comune sono state pubblicate alcune schede che il servizio Lgbt ha preparato per gli insegnanti delle scuole superiori, come indirizzo per preparare delle lezioni contro l’omofobia. «Ma le fonti a cui si riferiscono le schede – dice Magliano – non solo sono dubbie (per esempio Wikipedia) o non verificate (dire che Michelangelo fosse gay è un po’ azzardato), ma anche palesemente fuorvianti: si parla di un San Paolo omofobo mettendolo assurdamente a confronto di un Gesù invece non-omofobo, mentre si nega l’attualità dell’Antico Testamento per i Cristiani. E il ruolo delle famiglie? Ho presentato un’interpellanza in Sala Rossa».

Il vicepresidente del Consiglio Comunale prosegue: «Basta navigare un po’ sul sito del Comune di Torino per imbattersi in una serie di schede surreali che dovrebbero servire agli insegnanti delle scuole secondarie superiori a preparare lezioni sull’omofobia, un’opportunità offerta dal servizio Lgbt del Comune di Torino. Leggere le schede, anche solo alcune, è un viaggio allucinante in un guazzabuglio di distorsioni della realtà, congetture, analisi discutibili e dati non verificati: qualche fotina scaricata da internet per suggerire che Alessandro Magno e Michelangelo forse erano gay, senza tenere conto delle condizioni sociali e dell’affettività nel mondo classico o affidandosi a fonti quanto meno dubbie, visto che l’omosessualità di Michelangelo è ancora al rango di possibilità. Ma è chiaro che chi cita apertamente Wikipedia come fonte per le statistiche sull’omofobia (vedi scheda O6, per esempio) non va molto per il sottile nella verifica delle informazioni su cui basa le proprie considerazioni».

Insomma, per Magliano si tratta di scarsa qualità e accuratezza, confermata anche dalle sezioni dedicate alle Sacre Scritture, dove «Si suggerisce una presunta omofobia di San Paolo a confronto con la totale apertura sull’argomento di Gesù (per dire che l’omofobia è una costruzione voluta dall’uomo) e soprattutto si suggerisce una differente valenza per i cattolici tra Nuovo e Antico Testamento: posizioni non solo inaccettabili, ma anche un palese travisamento che di sicuro non è educativo, ma solo strumentale».

«Ma l’educazione, in particolare sulla sfera affettiva, non è compito della famiglia? – si domanda Magliano – Saranno quindi coinvolte le famiglie nei progetti del servizio LGBT del Comune di Torino? Visto che si tratta di schede dedicate ad attività di studenti in gran parte minorenni, le famiglie dovrebbero essere assolutamente coinvolte e questo coinvolgimento dovrebbe essere prescritto e delineato nelle schede stesse. Invece sulla pagina introduttiva nel sito del Comune non se ne parla per nulla».

Su questi quesiti, il vicepresidente del Consiglio Comunale ha preparato una interpellanza, che a breve dovrebbe essere discussa. «L’obiettivo che dovremmo porci è insegnare ai giovani a rispettare le differenze, tutte le differenze, non solo alcune e le schede sull’omofobia dovrebbero essere insieme a quelle contro il razzismo, la violenza di genere, le persone in difficoltà. Invece queste scelte ricordano da vicino uno scenario orwelliano, in cui la cultura, decisa da una ristretta minoranza, viene presentata in modo surrettizio per influenzare le coscienze su altre materie che non l’educazione civica e soprattutto non per incoraggiare la libertà di opinione, la libera scelta tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, spiegando le differenze tra non condividere e perseguitare per far eliminare».

«Eliminare e ridicolizzare le opinioni di chi la pensa diversamente – conclude Magliano –è esattamente il concetto di libertà di questa Amministrazione e di una maggioranza che è spesso ostaggio delle sue anime più estreme. Spero che queste indegne schede vengano ritirate e che le famiglie decidano che educazione dare ai propri figli, non mandandoli a scuola quando verranno affrontati certi argomenti in questo modo assurdo».

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