Da dove deriva la parola "barotto"? La risposta curiosa all'appellativo poco simpatico

Barot e barachin, l'origine e il significato di due epiteti “storici”. Barotto, secondo un'ipotesi affascinante c'entra con gli operai e anche con la bagna caoda...

Con il termine dialettale piemontese “barot”, italianizzato in “barotto”, si è soliti indicare una persona che vive in campagna e che, va in città, risulta spaesato, goffo nell'esprimersi e nel vestire.

Ma da dove deriva questo termine decisamente poco simpatico? L'etimologia di “barotto” non è certa, ma tra le teorie c'è un'ipotesi affascinante che la riconduce alla stessa radice di un altro termine usato, soprattutto in passato, per indicare una precisa categoria di persone, gli operai delle fabbriche torinesi e piemontesi di un tempo.

La teoria più accreditata (Gribaudo e Sceglie) sull'origine del vocabolo piemontese “baròt” lo ricollega a un diminutivo di “bara”, nel senso di sbarra: il baròt è infatti il bastone usato in campagna da contadini e allevatori, e “baroté” vuol dire appunto “bastonare”.Ma c'è un'altra teoria avanzata dal professor Maurizio Pistone qualche anno fa, che invece collega contadini, operai e in qualche modo anche la bagna caoda. Il vocabolo che unisce questi tre mondi sarebbe il francese “barrot”, un piccolo barile usato tradizionalmente per la conservazione del cibo e in particolare delle acciughe sotto sale. Le acciughe sono un ingrediente fondamentale per la bagna caoda, e la leggenda sulla nascita di questo piatto della tradizione contadina a lungo osteggiato dai nobili parla proprio di barili di acciughe che nascondevano il sale da tassare (leggi la storia della bagna caoda).

In base a quest'ipotesi, da barrot deriverebbe quindi sia l'espressione barotto sia quella di barachin (italianizzato in baracchino), termine con cui anni fa si indicavano gli operai che a lavoro si portavano il pranzo da casa in contenitori che mantenessero in temperatura i pasti. Magari qualche volta anche un po' di bagna caoda.

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(Immagine: Contadini dei contorni di Susa. Incisione all'acquatinta di CARLO CATTANEO su disegno di FRANCESCO GONIN, in Costumi Piemontesi. 2a serie, Valle di Susa, Torino, Pietro Marietti, 1835. Collezione Simeom D 2012. Fonte: Archivio Storico della Città di Torino)

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