Ex Moi, da settembre la graduale liberazione delle palazzine

Ma ci vorranno tre anni

L'Ex Moi (foto di Stefano Guidi)

Le palazzine dell'Ex Moi cominceranno ad essere liberate a partire dal 25 settembre. Prende così il via il progetto messo in campo da Comune, Compagnia San Paolo, Regione, Città Metropolitana e Diocesi per dare alloggio a quasi mille profughi che, da ormai più di quattro anni, occupano abusivamente quello che nel 2006 fu il Villaggio Olimpico degli atleti. 

Operazioni lunghe 

Ma per trovare sistemazione a tutti ci vorranno almeno tre anni ma l'obiettivo primario è liberare i sotterranei dove, si è da poco scoperto, vivono almeno una cinquantina di persone. In venti, dopo aver seguito corsi di formazione, hanno già lasciato Torino per andare a lavorare a Porto Marghera, Genova e Monfalcone ed entro la fine dell'anno altri 80 verranno sistemati in strutture gestite dalla Diocesi, 20 dal Comune e 50 in soluzioni abitative di social housing.

Il progetto - finanziato con un milione e 750 mila euro della Compagnia e 500 mila dal Comune - prevede innanzitutto la ricerca di posti di lavoro e punta alla riqualificazione dell'area di via Giordano Bruno entro il 2020. 

"Sarà una liberazione graduale" 

Ma tuttavia a Francesco Profumo, presidente della Compagnia San Paolo, non piace parlare di "sgombero": "Nelle palazzine dell'ex villaggio olimpico di Torino 2006 vivono in tutto circa 750 stranieri, 50 dei quali nei sotterranei. Non ci saranno sgomberi, la parola non è contemplata.

E' prevista la liberazione graduale delle case grazie a soluzioni abitative e a soluzioni formative e lavorative". E considera il progetto un fiore all'occhiello: " È un modello di sviluppo e di coesione sociale. C'è bisogno di pazienza, anche sul fronte della comunicazione bisogna stare attenti". 

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La Lega storce il naso 

La Lega Nord però è categorica e boccia l'iniziativa: “La strategia di temporeggiare - commenta Fabrizio Ricca, capogruppo del Carroccio in Comune - da parte dell’amministrazione comunale è un chiaro segnale di incapacità di gestire la situazione. È arrivato il momento - continua - di procedere con uno sgombero vero e proprio, con l’aiuto delle forze dell’ordine, prevedendo successivamente percorsi di integrazione per gli aventi diritto ed espulsione per chi non è in regola”.

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