Sfrattato dal centro d'incontro ora Francesco dorme in una cantina

L'uomo che aveva occupato alcuni locali abbandonati di corso Giulio Cesare è stato cacciato via ad inizio settimana dalla polizia municipale. Ora dorme in cantina in attesa di un aiuto

Dopo esser stati sfrattati da una casa popolare di via Scotellaro erano finiti a dormire dentro un vecchio centro d’incontro abbandonato in corso Giulio Cesare, nel quartiere Rebaudengo. Ma ad inizio settimana la sorte ha riservato loro un’altra mazzata. La polizia municipale, infatti, è intervenuta di primo mattino per sgomberare il centro occupato fino a quel momento da Francesco, sua moglie Elena e i due figli Raffaele e Giuseppe. Quattro persone che per mesi e mesi avevano dormito su brandine impolverate all’interno di un bilocale senza luce e gas e in attesa di una buona notizia che non è mai arrivata. Da ieri, invece, il nucleo familiare non ha neanche più quello.

Dopo averli avvisati ben due volte i civich hanno provveduto a sgomberare coperte, vestiti, cibo e masserizie varie. Al momento dello “sfratto” – se così possiamo chiamarlo – Francesco non era nemmeno in casa ma in giro per Torino in cerca di un lavoro. Al suo ritorno l’uomo ha trovato i suoi beni fuori dalla porta, per altro blindata, insieme alla moglie, già malata da tempo. “E’ stata davvero una carognata – racconta l’uomo -. I vigili non hanno avuto pietà per noi e ora ci ritroviamo in mezzo ad una strada”.

A Francesco è così toccato trovare una soluzione d’emergenza, andare a dormire in una cantina lasciata vuota, sempre dalle parti di via Scotellaro. Per la moglie, invece, è stato trovato un tetto da parenti. “C’era posto solo per una persona e io ho lasciato il posto a mia moglie che non sta bene – continua l’uomo -. Ora dormo in una cantina piccola e umida. Mi sono rimaste due coperte e qualche vestito, i civich mi hanno portato via tutto”. Ma Francesco è arrabbiato anche con le istituzioni. “Al mio caso non si sono interessati né i consiglieri comunali né quelli di circoscrizione. E ora che ne sarà di me?” Chi volesse dare una mano a Francesco e alla sua famiglia può chiamare ogni giorno al numero di telefono 349-1615761.

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