Bombe anarchiche in città: per i giudici solo cinque i responsabili, 18 assolti

Pena massima 20 anni

La scena dopo uno degli ordigni inesplosi alla Crocetta nel 2007

Cinque condanne e 18 assoluzioni. È il risultato del processo Scripta Manent nei confronti di 23 anarchici imputati per diversi attentati terroristici in città e fuori. La sentenza è stata pronunciata oggi, mercoledì 24 aprile 2019, dalla corte d'assise di Torino presieduto dal giudice Alessandra Salvadori, che ha respinto, dunque, la maggior parte delle richieste di condanna formulate dal pm Roberto Sparagna, titolare dell'inchiesta che aveva portato ad arresti nel settembre 2016.

I giudici hanno inflitto 20 anni di carcere ad Alfredo Cospito (a fronte di una richiesta di 30), 17 anni ad Anna Beniamino (richiesti 29), nove anni a Nicola Gai, cinque anni a Marco Bisesti e Alessandro Mercogliano, gli unici imputati che sono stati riconosciuti colpevoli di avere promosso o partecipato a una associazione con finalità di terrorismo ed eversione. Tutti appartengono alla Fai-Fri, sigla estremista del movimento anarchico.

Tra le azioni che gli sono state attribuite ci sono l'invio di pacchi esplosivi nel 2005 all'allora sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, e al questore di Lecce, Giorgio Manari, e nel 2006 al sindaco di Torino Sergio Chiamparino e al direttore del quotidiano CronacaQui, Beppe Fossati. C'è poi il triplice ordigno fatto esplodere alla Crocetta nel 2007.

Gai e Cospito erano già stati condannati a nove e dieci anni con sentenza definitiva per l'attentato, a Genova, dell'amministratore delegato di Ansaldo nucleare, Roberto Adinolfi.

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