"Date aiuto ai poveri": l'iscrizione davanti a Porta Nuova e la storia dei portici

Una scritta, tra via Roma e piazza Carlo Felice, che pochi torinesi conoscono

“Ut ego vobis umbram, sic vos miseris auxilium”, ovvero “Come io do a voi l'ombra, così voi date aiuto ai poveri”. È questo il testo tradotto dell'iscrizione latina che si trova su una serie di finestre sopra i portici di via Roma 376, l'ultimo isolato a destra prima di piazza Carlo Felice, di fronte a Porta Nuova. Una storia che pochi torinesi conoscono, e che è stata riscoperta da qualche giorno nel gruppo “Torino sparita su Facebook”. Una storia che però racconta molto anche della Torino attuale, dei suoi portici eleganti come delle sue difficoltà.

Breve storia di via Roma

Via Roma non fa parte delle vie più antiche dell'insediamento romano di Augusta Taurinorum: non a caso, nacque a fine Cinquecento con il nome di Contrada Nuova, per volontà del Duca Carlo Emanuele II e su progetto di Ascanio Vittozzi. Ma fino all'Ottocento, la via Nuova terminava all'altezza dell'attuale via Gramsci, e fu allungata solo nel 1823 per volere di Carlo Felice di Savoia (a cui fu poi dedicata la piazza alla fine della strada), mentre il nome di via Roma risale al 1871.

Tuttavia, via Roma era molto diversa da come era oggi, in particolare era molto caotica e senza portici: l'aspetto elegante a cui tutti siamo abituati è in realtà relativamente recente, e risale agli anni '30 del Novecento, con la fine dei lavori nel 1938.

L'iscrizione latina

Sopra i negozi Intimissimi e Sir Wilson, come si può vedere nello zoom da Google Maps qui sotto, si trova questa scritta latina. Probabilmente, in questo luogo vi era un banco di mutuo soccorso, il che spiegherebbe l'appello ad aiutare il prossimo. Ricercando la frase precisa su Google, non si risale a nessuna citazione celebre: evidentemente non si tratta di un motto ripreso da qualche autore latino, ma di una frase pensata appositamente per questo luogo.

Il riferimento all'ombra, infatti, è chiaramente rivolto ai portici stessi, sotto i quali i passanti possono ripararsi dal sole e soprattutto da pioggia e neve. E infatti storicamente i portici sono non solo luogo di passaggio dello shopping diurno, ma anche riparo per i senzatetto che da sempre vi si rifugiano, non senza qualche difficoltà nei rapporti con negozianti e residenti.

L'invito a ricambiare l'ombra offerta a tutti con l'aiuto ai bisognosi, riportato in questa scritta latina su via Roma, assume così un significato storico ma allo stesso tempo di stringente attualità.

L'altra iscrizione di Via Roma e la citazione di Livio

Decisamente diversa la scritta latina che, alla stessa altezza di via Roma, è incisa invece sul lato opposto della strada. "Crescit res publica non iis consiliis quae timi cauta appellant" si legge sul versante sinistro della strada, andando verso Porta Nuova sulla sinistra. Questa frase è una citazione dello storico romano Tito Livio, il cui motto completo includeva prima "Audendo agendoque". La traduzione della frase completa sarebbe "Lo stato cresce (osando e facendo) non con quelle decisioni che i timidi definiscono prudenti". 

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