Sandretto di Pont Canavese, l’azienda procederà al licenziamento dei 124 lavoratori

Incontro decisivo in Regione, Photonike ha comunicato oggi di non voler più ritirare la messa in liquidazione

Immagine di repertorio

E' stato fatto questa mattina il punto sulle sorti della Sandretto di Pont Canavese, la storica azienda che produce presse e occupa 124 dipendenti, il cui marchio fu acquistato nel 2013 dalla proprietà italo-belga Photonike. L’incontro decisivo si è svolto in Regione, presso l’assessorato al Lavoro.

Photonike ha cambiato idea. Nei mesi scorsi aveva deciso di mettere in liquidazione l’azienda a fronte delle continue perdite e, successivamente, ne aveva annunciato il ritiro per poter così dare avvio a 12 mesi di cassa integrazione per crisi aziendale per i suoi lavoratori.

Oggi, invece, ha comunicato alla Regione, all'unione industriale e alle organizzazioni sindacali di non voler più ritirare la messa in liquidazione e di voler anzi procedere al licenziamento collettivo dei 124 lavoratori della Sandretto. 

La decisione dell’azienda di non rispettare quanto annunciato nell’ultimo incontro avuto in Regione - ha dichiarato l’assessore al Lavoro Gianna Pentenero -  è la conferma, ancora una volta, di un percorso industriale poco chiaro e sempre meno credibile, cosi come emerso negli ultimi mesi. La Regione, in qualità di garante del contratto stipulato tra Photonike e Finpiemonte nel 2013, rispetto all’avvio di un piano industriale in grado di riavviare la produzione e la progressiva occupazione del personale, metterà in atto tutte le azioni a sua disposizione per individuare le responsabilità di quanto accaduto negli ultimi mesi ed effettuerà una contestazione scritta rispetto al mancato rispetto del suddetto accordo. Lavoreremo per individuare se esistano o meno altre strade possibili per permettere alla Sandretto di riprendere la sua attività e il suo processo produttivo, facendo appello anche alla costante attenzione che il mondo imprenditoriale canavese ha da sempre dimostrato verso questa vicenda”.

Si apre ora, tra azienda e sindacati, una fase di contrattazione sindacale per individuare una serie di condizioni rispetto alla procedura di licenziamento secondo i criteri previsti dalla legge (anzianità, esigenze tecnico-organizzativo e  carichi familiari). 
 

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